La gestione contemporanea di numerosi account contemporaneamente di social network può rappresentare uno un fattore di rallentamento nella produzione di contenuti: infatti, se si deve ad esempio aggiornare diverse pagine Facebook o Google Plus (create ad esempio in modo identico per pubblicare gli stessi contenuti su entrambi i social network), oppure se ci si trova a dover gestire più di un account Twitter, l’operazione semplice di condividere un link attraverso queste diverse fonti può diventare davvero noiosa e complessa. I progressi fatti da Android e iOS consentono infatti di condividere rapidamente ogni contenuto web con il proprio tablet o il proprio smartphone da diverse sorgenti (un feed RSS, un articolo che si sta leggendo sul browser o tramite un’estensione stile “Instapaper” o “Pocket”, oppure attraverso un aggregatore di notizie tipo Flipboard o Pulse).

Si può infatti ottenere un certo successo di audience anche proponendo non contenuti propri, ma link di articoli interessanti: questo può dimostrare la vostra capacità di analisi su di un particolare tema o argomento.

Per superare queste difficoltà, ho provato diversi servizi presenti sul mercato. Uno di quelli che maggiormente mi ha convinto, e che ha anche conquistato una certa notorietà, è Buffer. Si tratta di una Web App che si incarica attraverso diversi strumenti, che illustrerò più avanti, di pubblicare lo stesso contenuto su più di una sergente di social network. Infatti consente, dopo aver creato un proprio account, di creare dei collegamenti a più di un account Twitter, a diverse pagine Google Plus e a diverse pagine Facebook, nonché al proprio account principale Facebook (oltre anche ad App.net che però non utilizzo). Alcune delle caratteristiche che vi come ho descritto (come accedere a più di una pagina contemporaneamente dallo stesso social), però, sono ottenibili esclusivamente sottoscrivendo il servizio Premium (a pagamento, costo di $ 10 al mese, pagabile con carta di credito), ma è possibile anche beneficiare di alcune funzionalità base con l’account gratuito.

La semplice pubblicazione contemporanea su più di un “target” è una caratteristica in verità offerta anche da altri servizi, tutti gratuiti, come anche dlvr.it. Buffer è diverso dagli altri servizi perchè offre la possibilità di schedulare la pubblicazione di diversi contenuti ad orari prestabiliti, oppure ad orari che voi potete controllare attraverso la dashboard offerta dalla Web App (è una funzionalità presente però solo nella piattaforma Premium). Infatti, questa caratteristica vi consente di navigare attraverso le vostre sorgenti privilegiate di informazione in un certo momento della giornata e di condividere i contenuti interessanti schedulandoli per i giorni successivi. Nella versione base gratuita, il numero di articoli che è possibile inserire nella coda di pubblicazione (per l’appunto in inglese “buffer”), è piuttosto limitata e non consente una pianificazione di lunga durata. Sottoscrivendo però l’account Premium, è possibile invece disporre di una coda illimitata di articoli da pubblicare: sarebbe possibile ad esempio creare una coda di pubblicazione per un intero anno degli articoli da pubblicare nel proprio social network.

Tali caratteristiche, erano piuttosto comuni su alcune piattaforme di blog (ad esempio blogger consentiva la pubblicazione di post in modo differito). Questa caratteristica, in genere, viene invece esclusa nei social network, per ovvie e comprensibili ragioni: questi strumenti sono nati come piattaforma di ingaggio; in genere, chi pubblica sui social network, dovrebbe condividere informazioni raccolte all’istante. L’utilizzo dei social network per finalità editoriali o più semplicemente di marketing, hanno di fatto trasformato questi strumenti in forme di sotituzione di un blog. La diffusione dei contenuti, grazie sostanzialmente alla possibilità di far leva sulla diffusione virale di un contenuto di successo attraverso il meccanismo di ricondivisione degli utenti, risulta molto più efficace rispetto alla classica produzione di contenuti sul blog, che invece richiede in genere un posizionamento adeguato all’interno dei motori di ricerca affinché un determinato contenuto sia effettivamente accessibile ad un pubblico oppure che il blog disponga di un adeguato mezzo per raggiungere i suoi lettori abituali (come un feed RSS o una newsletter). Ciò è vero comunque solo in parte, anche perché gran parte dei contenuti condivisi all’interno di social networking, proviene abitualmente da blog o testate di informazione: in effetti i due mezzi finiscono per essere del tutto intercambiabili. Tuttavia, utilizzare i socialmente come meccanismo di diffusione massima dei contenuti oggi appare la strada più convincente e veloce per ottenere un certo successo editoriale.

Buffer può far conto anche su alcuni interessanti strumenti che sono state sviluppate in modo impeccabile su diverse piattaforme: esiste infatti un’estensione Firefox e Chrome (che può girare su Windows, Mac e Linux), per consentire di condividere una pagina o un link rapidamente mentre si naviga sul proprio laptop o desktop. Altrettanto ben sviluppata è l’applicazione presente su Android che consente di condividere rapidamente il contenuto da uno qualsiasi dei browser di sistema, e di verificare quale sia la coda di pubblicazione, di controllare gli eventuali orari personalizzati di pubblicazione e altro ancora.

Un’ultima caratteristica che ho considerato piuttosto convincente di questo prodotto, è anche la gestione delle statistiche. Infatti gli articoli condivisi con buffer utilizzano un meccanismo di shortening (per accorciare le URL e lasciare soprattutto su Twitter spazio per il testo) e consentono anche di tracciare il numero di click di un particolare articolo. Le statistiche, ci consentono quindi di tracciare quali siano gli articoli di maggior interesse del nostro pubblico. Su Twitter poi, vengono tracciati anche gli articoli aggiuntivi come preferiti dai vostri follower, oltre al numero di retweet che vengono fatti dello stesso contenuto.

In conclusione, Buffer (che ho recentemente aggiornato alla versione Premium), è un servizio davvero ben sviluppato e convincente come stabilità, anche se, secondo me alcune funzionalità sono mancanti (come ad esempio quella di poter stabilire alcuni target predefiniti raccolti in un gruppo di pubblicazione). Oltretutto appare anche piuttosto limitato il numero di sorgenti che si possono gestire contemporaneamente (appena 12 anche nella versione Premium, solo quattro nella versione gratuita peraltro con delle limitazioni di accesso): lo staff di Buffer potrebbe essere un po’ più generoso soprattutto con i suoi clienti a pagamento.

Trovo che il costo di $ 10 sia in assoluto piuttosto elevato, tuttavia se avete esigenza di gestire i contenuti nella maniera che vi ho descritto, questo strumento si rivelerà estremamente prezioso e utile.