Pianificare una migrazione diretta “in place” di un sistema operativo da una versione all’altra non è mai un’operazione semplice. Anche se è possibile allestire un lab virtuale per effettuare tutte le prove necessarie, le esperienze nel mondo reale sono diversissime. Entrano in gioco le differenze di hardware fra macchine diverse, le incompatibilità dovute ai driver, le applicazioni che generano problemi di stabilità nel passaggio fa una versione all’altra di Windows. Vi racconto la mia esperienza nel passaggio diretto da Windows 7 a Windows 8.1 su un PC utilizzato quotidianamente.

 

Sino ad oggi, infatti, ho sempre lavorato su PC nuovi con Windows 8.1 preinstallato, oppure ho sempre ripetuto l’installazione da zero su PC di laboratorio o macchine virtuali. Ammetto che il mio notebook, che uso tutti i giorni, lavora (magnificamente) con Windows 7 e, non potendomi permettere di rimanere fermo troppo a lungo, ho seguitato a lavorare con la vecchia versione del sistema operativo.
Dovendo pianificare una migrazione su larga scala a Windows 8.1, per le motivazioni che ho esposto in un mio precedente post, dopo aver eseguito alcuni lab su macchine virtuali, ho deciso di effettuare un test a campione calato su macchine effettivamente usate quotidianamente e dotate di Windows 7. Tralascio intenzionalmente quelle dotate di Windows XP, perché ritengo che in questo caso il processo di migrazione “in place” sarebbe troppo lungo seguendo il percorso di migrazione indicato da Microsoft: passare a Vista, poi a 7, poi a 8 e infine a 8.1. Insomma, una sola macchina richiederebbe, se tutto va bene, due giorni di lavoro.
Il primo PC prescelto è un notebook HP Pavillion del 2008, un PC dotato di una CPU Intel Core 2 Duo a 2,2 Ghz, 4 Gb di RAM, una scheda grafica dedicata con 256 Mb di RAM e un hard disk da 500 Gb piuttosto veloce. Si tratta quindi di un PC con alcuni anni sulle spalle, ma ancora perfettamente efficiente e con prestazioni del tutto adeguate per le esigenze medie aziendali e forse ancora per eseguire compiti più intensivi. Nell’utilizzo con Windows 7 si mostra subito reattivo e piuttosto rapido, anche perché, pur essendo dotato di numerose applicazioni (oltre ad Office ci sono alcuni software di masterizzazione, alcuni software aziendali basati su Microsoft .NET 2.0 e 3.5, qualche utility di terze parti dedicata al sistema operativo e poco altro). Forse ci vorrebbe meno tempo a conti fatti installare direttamente Windows 8.1 da CD distribuito nella piattaforma aziendale di Volume licensing, ma decido ugualmente di effettuare una migrazione “in place” proprio per vedere cosa accade.

Il percorso di migrazione da Windows 7 a Windows 8.1

Esaminiamo il percorso di migrazione indicato da Microsoft:
  • Il PC è dotato di Windows 7 Enterprise a 64 bit attivato tramite seriale MAK (e quindi non tramite KMS server)
  • Per effettuare una migrazione dei file personali, delle applicazioni e quant’altro devo necessariamente effettuare un passaggio intermedio a Windows 8.0 versione Enterprise e sempre a 64 bit
  • Dopo aver migrato correttamente alla versione 8.0, poiché per i clienti Enterprise, per una assurda decisione di Microsoft, l’aggiornamento a Windows 8.1 non viene distribuito da Windows Update, dovrò ripetere il processo di aggiornamento attraverso il DVD distribuito da Microsoft per la versione

L’installazione di Windows 8

Avvio direttamente da Windows 7 il setup da CD di Windows 8, che effettua tutti i test preliminari di compatibilità prima di effettuare l’upgrade e rileva queste incompatibilità:
  • Il software di imaging Acronis True Image versione 10
  • Il software antivirus Kaspersky in versione enterprise
  • Il software di masterizzazione Ashampoo Burning Rom
La mia sensazione è che tutti i software che agiscono a basso livello con l’hardware e con il file system possano generare problemi in fase di installazione, per cui disinstallo tutti i software indicati e non riattivo alcun software di antivirus. Anche Microsoft Security Essentials, per la cronaca, genera un errore di compatibilità, come era emerso da un mio precedente esperimento in laboratorio.
L’installazione a questo punto si avvia correttamente. Mi richiede un numero seriale per poter procedere ed utilizzo il MAK comunicato da Microsoft per questa azienda, che viene accettato immediatamente. Viene immediatamente proposta la possibilità di effettuare un upgrade “in place”, opzione che scelgo immediatamente.


Il procedimento è lunghissimo e impiega quasi due ore. Tuttavia al quarto riavvio mi sembra che il computer sia in stallo, con una schermata nera e il puntatore del mouse che si muove sullo schermo. Il led blu dell’hard disk è acceso (fisso) ma il disco non sembra dare segni di vita. Decido per l’operazione estrema: spengo forzatamente il PC e soprendentemente al riavvio riparte correttamente, mostrando le prime schermate di Windows 8.

Ritrovo Windows esattamente come lo avevo lasciato ma questa volta con la nuova edizione 8.0: stesso utente per accedere e tutte le applicazioni perfettamente funzionanti. Funzionano anche tutti i dispositivi del PC: i tasti soft touch gestiti peraltro da un software specifico di HP, il lettore di memory card, il sensore di impronte digitali, la scheda grafica (che è nella massima risoluzione possibile) e anche tutti diver delle stampanti e degli scanner installati precedentemente. Anche il masterizzatore e la soluzione fornita da HP e da Roxio funziona correttamente. Un buon successo, nonostante quel poco incoraggiante blocco a metà dell’installazione.
Windows non è ancora attivo, decido quindi di procedere all’attivazione perché senza di essa non posso aggiornarlo né convertire l’utente locale in “utente Microsoft”. Quest’ultima modalità permette, oltre alla connessione direttamente a Skydrive, di memorizzare tutte le impostazioni del PC e delle app che si installeranno dallo store in cloud. Lo store, per la cronaca, funziona solo se l’account di accesso è effettivamente collegato ad un account Microsoft.
L’attivazione fallisce tre volte per errori di connessione al server. A questo punto è davvero troppo tardi e decido di proseguire l’operazione il giorno seguente. In effetti, questa volta, il processo di attivazione è immediato e funzionante: infatti, non essendo dotata di un server KMS, questa azienda attiva tutti i propri PC con il consueto processo via Internet.
A questo punto converto l’account locale in account Microsoft: mi diverto con le prime opzioni di personalizzazione della copia di Windows, che vengono rese disponibili solo dopo l’attivazione e decido che è arrivato il momento di “sollecitare” Windows Update a fare il proprio lavoro per aggiornare oltre al sistema operativo, eventualmente anche i driver del PC che mi porto avanti da Windows 7. Ho letto infatti di molti utenti che lamentavano di una certa fragilità del nuovo Windows 8.1 in fase di aggiornamento rispetto a driver non aggiornati che poteva dare qualche problema in fase di installazione: il consiglio è quello di aggiornare completamente prima il sistema con Windows Update e poi effettuare l’aggiornamento.
Windows Update, come del resto era già capitato nei miei lab precedenti, non ne vuole sapere di partire autonomamente. Una volta confermata la propria volontà di far partire il download delle patch, il processo si ferma allo 0% senza andare più avanti.
La procedura di sblocco è nota: 
  • si stoppa il servizio BITS, 
  • si stoppa il servizio di Windows Update
  • si ripulisce la cartella WindowsSoftwareDistributionDownload da tutti i file e cartelle 
  • si riavviano i servizi prima fermati

In effetti, il procedimento parte correttamente e dopo quasi 2 ore (e un paio di riavvii) il sistema è completamente aggiornato.

Considerazioni sull’aggiornamento a Windows 8

Una volta in modalità desktop, la sensazione è che il PC giri più velocemente rispetto a Windows 7. Le applicazioni sono tutte molto più reattive, l’hard disk sembra lavorare meno e nel complesso tutto sembra funzionare a meraviglia. Ma l’interfaccia Modern su questo schermo a 15,4″ è atroce, inoltre la barra di destra che mostra le impostazioni del sistema e il fatidico menu per spegnere o riavviare il PC spesso si attiva con fastidioso ritrardo, rendendo l’esperienza di utilizzo frustrante e fastidiosa. Dopo aver provato Windows 8.1 su un altro PC, mi rendo conto di quale immenso passo avanti sia rappresentato da questo aggiornamento, anche se ancora non perfetto.
Infine, sono ben poche le app che posso provare nello store: quasi tutte ormai richiedono l’installazione della versione 8.1. Si tratta di una decisione di Microsoft probabilmente dovuta all’esigenza di non frammentare eccessivamente le versioni di Windows, ma in ogni caso non posso fare a meno di notare come lo Store di Windows 8.0 sia lento e poco responsivo: vengono segnalati 15 aggiornamenti che nonostante la mia conferma non sembrano installarsi. Deciso che è arrivato il momento di installare Windows 8.1, e di non spendere più tempo per risolvere le problematiche poste dalla vecchia versione 8.0.
L’installazione di Windows 8.1
Avvio quindi il processo di installazione Windows 8.1 che fa partire, come mi aspettavo, la procedura di setup senza grosse sorprese. 

Anche in questo caso l’attesa è lunga: quasi un’ora. Ma dopo diversi riavvii, di nuovo ricompare la fatidica schermata nera con il puntatore del mouse e il led dell’hard disk bloccato. Poco male, mi dico fra me, è già successo con l’operazione precedente, probabilmente si tratta di un errore non corretto da Microsoft.

Forzo il riavvio, il sistema riparte.. ma sorprendentemente il sistema è ancora su Windows 8. Una schermata mi avvisa che la procedura di installazione di Windows 8.1 è fallita. Comincio allora a cercare di documentarmi su questo codice errore e scopro che i forum specializzati sono invadi di segnalazioni di questo tipo. L’errore segnalato dopo l’installazione per la cronaca è il seguente: 0x101 – 0x20017.
Esiste un workaround suggerito dai tecnici Microsoft che decido di seguire:
  • Disabilitare il firewall
  • Verificare la corretta installazione del framework .NET 3.5
  • Disattivare l’antivirus
  • Disattivare ogni eventuale periferica che dia errore di installazione nell’elenco driver (ma in questo PC non ce ne sono)
Ripeto la procedura un’altra volta, con lo stesso risultato. Provo anche a far partire il setup direttamente da DVD, ma per questo tipo di aggiornamento, la procedura richiede in ogni caso che venga avviata direttamente da Windows 8.
Torno su Internet per documentarmi: il problema è piuttosto diffuso e nessuno, al momento, sembra fornire indicazioni precise. Decido di scrivere ad un collega americano che conosco da alcuni anni e che si “diletta” come me in queste operazioni. La risposta che ricevo è sconcertante: nella sua azienda, più della metà dei PC coinvolti nella migrazione a Windows 8.1 ha dato errori di questo tipo. Secondo lui il processo di installazione “flawed”, ovvero contiene un bug che deve essere corretto; è Microsoft deve correggerlo.
Devo restituire il PC e francamente trovo assurdo tornare a Windows 7. Del resto non posso neanche lasciare Windows 8, un sistema operativo ormai praticamente meno supportato del precedente Windows 7.
Riparto da zero con l’installazione di Windows 8.1, decidendo di preservare questa volta solo i file personali e le impostazioni, ma non le applicazioni, ammettendo implicitamente di aver fallito il test.
Questa volta il procedimento di installazione avviene correttamente e alla fine, dopo quasi un’ora, il sistema torna in piedi. Le applicazioni vanno reinstallate tutte, ma ha preservato l’utente e tutti i suoi dati. Una nota: prima dell’installazione non mi è stato richiesto alcun numero seriale, per cui controllo l’attivazione. Come mi aspettavo, Windows non risulta attivato. A questo punto cambio il product key di Windows, usando il MAK di Windows 8 che avevo usato precedentemente e.. non funziona. E’ infatti necessario un nuovo codice seriale che purtroppo non ho.
Non posso fare nulla, anche perché Windows update non parte senza attivazione ed è essenziale per scaricare e applicare il famoso “Update 1” che corregge tutte quelle scelte assurde fatte a livello di interfaccia per gli utenti desktop. Devo verificare che tutto funzioni, decido quindi di usare il “grimaldello digitale” (ma non vi spiegherò come) per attivare Windows.
Anche in questo caso Windows update fatica ad avviarsi ed uso la stessa procedura di sblocco utilizzata precedentemente per Windows 8. Dopo vari riavvii, finalmente l’aggiornamento “Update 1” si installa e l’operazione si conclude.
A conclusione dell’installazione di Windows 8.1
Dopo aver rinunciato all’aggiornamento “in place”, noto con piacere che funziona tutto: driver, tutte le applicazioni che installo, lo store e via dicendo. Il nuovo OS è veloce, stabile e tutto sommato abbastanza usabile. Ma nonostante tutte le correzioni, ancora non riesco ad abituarmi del tutto all’interfaccia Modern. Non è in definitiva adatta ad un utilizzo su un PC con un monitor così grande, né le piccole modifiche apportate all’interfaccia ritengo siano sufficienti a far apprezzare a pieno questo ibrido di sistema operativo, a metà strada fra una distribuzione desktop e di qualcosa pensato esclusivamente per i dispositivi mobili.
Il mio giudizio è quindi a metà: da un lato questo sistema operativo, pur non apprezzando particolarmente le scelte ergonomiche fatte da Microsoft, funziona piuttosto bene nel suo complesso. Il livello di compatibilità anche con le applicazioni più vecchie (ma non i driver delle periferiche) è eccellente, anche se appare abbastanza chiaro che l’intenzione del produttore sia quello di non legarsi più per il futuro ad un estenuante supporto delle edizioni passate dei suoi sistemi passati (e quindi anche delle applicazioni pensate per essi) per non frenare troppo l’innovazione di Windows.
Ma non posso fare a meno di registrare l’insuccesso completo della migrazione di una sola macchina. Le osservazioni sono semplici:
  • il percorso di migrazione è dannatamente complicato e, a mio avviso, non trova precise ragioni tecniche. Semmai, quasi tutte le scelte, mi sembrano siano state adottate per motivi commerciali e soprattutto per combattere il fenomento della pirateria, con strategie che comunque ritengo siano inefficaci
  • tanta complicazione descritta nel punto precedente, si traduce in un disagio tollerabile per l’utente “consumer” che dovrà magari impiegare più tempo per aggiornare la sua macchina, ma in una seria preoccupazione per i reparti IT delle grandi aziende, costrette invece a fronteggiare operazioni di aggiornamento su larga scala con esiti piuttosto imprevedibili anche per delle minor release del sistema operativo
  • ll fatto di non aver potuto finalizzare l’installazione su un singolo PC può essere considerato un evento isolato, ma a giudicare dalle ricerche che ho svolto per tentare di risolvere il problema neanche troppo raro. Probabilmente, con un po’ più di tempo avrei anche potuto identificare il problema, proseguendo nell’attività di aggiornamento. Ma il problema che mi sono posto è proprio il seguente: il fattore tempo, se un esperto IT deve pianificare operazioni su larga scala, è proprio quella variabile che può far lievitare i costi in modo esponenziale. Soprattutto perché un numero significativo di eventi di questo tipo, può comportare di fatto lunghe operazioni di recupero “a mano” delle macchine in crash, vanificando l’efficacia di tutti i sistemi automatizzati introdotti a livello aziendale
  • le ultime edizioni di Windows sembrano pensate soprattutto per il mercato consumer, quello che in definitiva nella visione odierna delle grandi aziende americane traina maggiormente le vendite. Tutte le maggiori innovazioni introdotte su Windows 8 e 8.1 si concentrano quindi sul supporto migliorato per i dispositivi mobili o touch. Ma l’interfaccia per il desktop, a tutti gli effetti, non ha subito grandi miglioramenti dai tempi dell’introduzione di Windows Vista. Anzi, se vogliamo, l’assenza del pulsante “Start” le ha fatto compiere qualche passo indietro in fatto di usabilità
  • Windows rimane comunque un buon sistema per i desktop, con una interfaccia discutibile ma secondo me migliore di quella proposta ad esempio su Ubuntu (la famosa Unity che a mio avviso forse è anche peggiore di quella di Windows). Ma rimane clamorosamente indietro rispetto a OSX, che, almeno a livello ergonomico, offre soluzioni più gradevoli ed efficienti.

In conclusione, Windows 8.1 pur non essendo classificabile come un sistema operativo “devastante” ai livelli di Windows Vista, non soddisfa a mio parere soprattutto gli utenti più esperti del mondo Microsoft, proprio quelli che spesso da molti anni scelgono le soluzioni di Redmond e intorno a cui ruota la loro vita professionale. 

Per il momento, almeno per me personalmente, ho deciso di tenermi Windows 7 e di saltare questo aggiornamento, anche se professionalmente dovrò sostenere l’esigenza indifferibile di stare al passo con gli aggiornamenti di edizione, soprattutto, come ho già spiegato in un mio precedente post, per evitare di dover sostenere in futuro costi troppo elevati per seguire un nuovo percorso di migrazione. Ma l’auspicio è che per la prossima edizione di Windows, Microsoft tenga in maggior conto le esigenze del mondo aziendale.

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Esperto di sistemi operativi e soluzioni Microsoft per le aziende, ma anche appassionato di viaggi, automobili e di politica internazionale. Mi occupo di Information Technology da oltre 20 anni.