Dopo aver illustrato la mia personale top ten di cose che OSX fa meglio di Windows, condivido oggi invece il mio elenco di cose che indiscutibilmente Windows fa meglio di OSX, soprattutto se il parametro di riferimento non è quello dell’uso personale, ma quello aziendale.

  1. Integrarsi con Active Directory. Anche OSX mette a disposizione molti strumenti per integrare al meglio il proprio Mac con un ambiente aziendale basato su Active Directory. Si può effettuare il join ad un dominio, viene garantita la compatibilità di alcune group policy distribuite a livello aziendale, vengono gestiti i roaming profiles, viene garantito in generale anche un buon funzionamento del Single Signon (che è uno dei benefici maggiori sia a livello di sicurezza che a livello di praticità di un sistema di directory aziendale). Tutte queste operazioni, però, su Windows sono sempre più semplici da ottenere e soprattutto possono essere automatizzate in ogni singolo dettaglio (sia attraverso un batch, un vbscript o uno script in PowerShell). In questo il sistema operativo di Redmond dimostra una maggiore flessibilità e soprattutto di una migliore integrazione con gli altri prodotti aziendali.
  2. Ritagliare su misura la sicurezza. Anche se il Mac vanta un’inossidabile reputazione in fatto di sicurezza, le esigenze aziendali spesso richiedono passi aggiuntivi. Oltre alle group policy, di cui al punto 1, esistono anche numerosi altri strumenti nativi di Windows per rinforzare ulteriormente la sicurezza di una rete aziendale. Molte di queste innovazioni sono riservate a Windows 8 e precluse agli altri sistemi operativi. 
  3. Supporto Bitlocker. In questo caso si tratta di una preferenza personale. In definitiva anche OSX supporta un metodo di cifratura del file system piuttosto affidabile ed efficiente, ma si tratta a mio avviso di una soluzione ancora inferiore a quanto offerto da Microsoft con la cifratura ottenibile a livello hardware con Bitlocker. Oltre ad essere più veloce, protegge l’intero sistema e non solo le parti che contengono i dati sensibili (come avviene nel Mac).
  4. Accedere ad uno Share SMB. Anche OSX lo fa e il supporto è previsto in modo nativo da Apple. Sotto Windows, però, tutto è più semplice ed intuitivo. Inoltre, è possibile rendere persistente la connessione ad uno share facendo il mapping con una lettera di sistema, che viene trattata quindi come se fosse una unità interna del sistema. Sul Mac tutto questo si può fare facendo un mount persistente, ma non attraverso GUI e ricorrendo sempre alla command line con script non sempre intuitivi. Anche condividere una cartella del proprio sistema è più semplice. In questo Apple deve migliorare.
  5. Distribuire software in automatico. Lodevolmente Microsoft ha reso disponibile per System Center 2012 R2 anche la possibilità di distribuire in automatico su tutto il parco dei Mac aziendale anche gli aggiornamenti di OSX. Entro certi limiti e con qualche complicazione è possibile anche distribuire package di installazione automatica di software per il Mac. Ma siamo lontanissimi dalla semplicità e dalla flessibilità di installazione automatizzata dei software per Windows anche su parchi estesissimi di PC. Apple è stata infatti più volte criticata per non aver investito a sufficienza su questo aspetto non trascurabile della vita informatica aziendale. Solo questo aspetto, certe volte, può far pendere l’ago della bilancia nella scelta di un PC con Windows.
  6. Garantire la retrocompatibilità. In molte aziende, linee produttive, studi professionali esistono ancora software molto vecchi, ma ancora perfettamente efficienti e utilizzatissimi. Microsoft ha compiuto sforzi considerevoli per garantire una certa compatibilità con le applicazioni provenienti dal passato, forte anche di una esperienza pluridecennale in questo settore. Quindi troveremo facilmente ancora software sviluppati in tecnologia COM, compilati con vecchi compilatori a 32 bit, di cui ormai si è persa ogni traccia dei source code o peggio ancora, di cui non esiste più neanche un supporto. E’ pur vero che la virtualizzazione sul Mac funziona benissimo e si ha accesso anche ad una copia perfettamente funzionante di Windows, ma anche in questo caso il livello di automazione di soluzioni di questo tipo è problematico: oltretutto l’onere del costo di una licenza aggiuntiva di Windows grava sul budget IT dell’azienda. Su Windows si possono scegliere invece una varietà di soluzioni che non richiedono alcun intervento utente (virtualizzazione di applicazioni, Terminal Services, emulazione virtuale locale e altro ancora), tanto da far sembrare l’applicazione una delle tante offerte dal sistema.
  7. Gestire altri server Windows. Questa può sembrare un’esigenza specifica per amministratori di sistemi IT, ma non va trascurato il fatto che in alcune realtà aziendali l’amministrazione di alcune applicazioni client/server viene gestita direttamente dall’utente finale. Molte interfacce di configurazione sono basate su snapin specifici per Management Consolle, che richiedono necessariamente l’esecuzione di Windows. Anche in questo caso, certe volte, l’utilizzo di Windows semplifica le cose. E’ pur vero che un amministratore di server Windows può collegarsi con il Microsoft Remote Desktop per Mac agevolmente a qualsiasi server Windows, ma le cose cambiano nettamente se si ha a che fare con Server installati in modalità “core” che non dispongono di alcuna interfaccia grafica: in questo caso occorre appoggiarsi necessariamente ad un’altra macchina Windows.
  8. Compatibilità con ActiveX e Internet Explorer. Qualcuno inorridirà leggendo questo punto, anche considerando che Internet Explorer non è di gran lunga il miglior browser del mercato. Agli albori della diffusione di applicazioni in Extranet e con la diffusione capillare di applicazioni Intranet aziendali, benché si utilizzasse un’applicazione Web accessibile volendo sia dalla Corpnet che da Internet, si faceva molto affidamento a componenti specifici di Windows per rendere più utilizzabile l’interfaccia o per integrarsi meglio con altri software. La tecnologia proprietaria ActiveX, disponibile solo per Internet Explorer, spesso era indispensabile per utilizzare l’applicazione stessa. Oltretutto, il rendering sullo schermo di certe WebApp era studiato appositamente per essere compatibile solo con il browser Microsoft, a volte anche una versione specifica di esso! Il mondo aziendale spesso però è fatto anche di queste cose.
  9. Integrare periferiche particolari. Purtroppo in questo campo, OSX sconta la minore disponibilità di device driver rispetto a Windows. Il mondo delle periferiche non è fatto solo di stampanti e scanner di grande diffusione, ma molto spesso è costellato di dispositivi di ogni tipo (come ad esempio alcune interfacce industriali) che richiedono necessariamente un PC per poter funzionare.
  10. Accedere alle stampanti di gruppo. Può sembrare una logica conseguenza del punto precedente, ma a mio avviso la maggiore compatibilità di Windows con ogni tipo di stampante disponibile sul mercato merita un punto di eccellenza in più. Va considerato, poi, che in alcune aziende non si ha a che fare con una semplice stampante/scanner multifunzione di classe enterprise, ma con dispositivi di una certa complessità spesso fortemente utilizzati proprio per esigenze di business (non ultimi plotter, stampanti a taglio, laser a colori di grandi dimensioni, ecc.). Avere un PC, anche in questo caso, semplifica la vita.
In conclusione, è d’obbligo chiarire che si tratta di una top ten di funzionalità valutate secondo la mia personale esperienza negli ambienti IT aziendali, che potrebbe nel tempo anche modificarsi. Comunque, ritengo che Windows per molti versi rappresenti ancora una scelta quasi obbligata in certe aziende, soprattutto almeno per la maggior parte delle postazioni di lavoro.