Ha fatto molto scalpore il nuovo corso impresso da Satya Nadella alla Microsoft dopo un lungo periodo di stagnazione. In una lunga email inviata a tutti i suoi dipendenti, il gigante di Redmond annuncia un consistente taglio dei posti di lavoro, dovuto essenzialmente alla recente acquisizione della divisione Mobile di Nokia, ma soprattutto ad un radicale riposizionamento dell’azienda. Le priorità per il futuro delineate dal nuovo amministratore delegato sono sicuramente la piattaforma mobile, in cui Windows ancora non riesce a ritagliarsi uno spazio paragonabile a quello dei suoi competitors, e le soluzioni legate al Cloud computing, dove Microsoft invece ha fatto notevoli passi in avanti, soprattutto con le sue soluzioni infrastrutturali a livello server (vedi recenti evoluzioni di Windows Azure e Windows Server 2012 R2) per il private cloud, ma che non riescono ancora avere un appeal per il mercato consumer, dominato invece da altri player, come Google o Dropbox.

La strategia del colosso americano in questi anni è stata quella di voler coprire ogni settore possibile del mercato IT, sia nei settori vitali del business aziendale, sia nell’accesa competizione dell’informatica per il mercato consumer. Il problema centrale, però, è che questo impetuoso sviluppo, di fatto è stato finanziato quasi del tutto grazie agli alti proventi del sistema operativo Windows e della suite Office. Benché il colosso di Redmond abbia anche conquistato consensi e vendite interessanti anche per alcuni prodotti consumer (come la XBox e più marginalmente anche Windows Phone), nessun altro settore della compagnia è stato in grado di generare profitti altrettanto interessanti come invece hanno fatto i due storici prodotti. Anzi, alcuni prodotti, come Surface, si sono rivelati un disastro finanziario, dai quali però è impossibile tirarsi indietro se si vuole affrontare la competizione con il motto “mobile first”.
Appare chiaro in un mercato dove l’IT mobile assume una predominanza assoluta sia di interesse che di investimenti da parte del mondo consumer e business, investire solamente sui prodotti core dell’azienda sarebbe un rischio troppo alto, che potrebbe portare nel giro di qualche anno a relegare Microsoft in una posizione marginale del mercato. Mi sembra però chiaro che anche un’azienda delle dimensioni e del know-how di Microsoft non possa sperare di poter dominare ogni settore della tecnologia. L’errore strategico, di cui oggi paga le conseguenze, è stato quello di diluire eccessivamente i suoi sforzi in troppi progetti, dimenticando invece le priorità del mercato e soprattutto assumendo un atteggiamento troppo spregiudicato nei confronti di linee di prodotto (come Windows per il desktop), che da sempre finanziano generosamente Redmond.
La drastica riduzione di organico decisa da Microsoft contribuirà probabilmente a far guadagnare l’azienda in competitività e certamente  farà risalire i profitti, ma lancia un monito abbastanza preciso nei confronti dei suoi competitor: anche il mercato dell’Information Technology non garantisce una crescita infinita di risorse e guadagni. Le scelte strategiche sbagliate non pesano solo sui conti delle aziende, ma spesso ne minano il futuro. Anche se l’azienda si chiama Microsoft.

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Esperto di sistemi operativi e soluzioni Microsoft per le aziende, ma anche appassionato di viaggi, automobili e di politica internazionale. Mi occupo di Information Technology da oltre 20 anni.