I dischi SSD sono il miglior upgrade possibile per velocizzare il vostro pc: soprattutto se siete alla ricerca di un’esperienza utente rapida e priva di rallentamenti, soprattutto utilizzando un qualsiasi disco SSD di ultima generazione, anche economico, come disco di boot, ridarete nuova vita al vostro pc, anche se non più particolarmente recente. Il sistema operativo, che si tratti di Windows, OSX o Linux, infatti, si caricherà in maniera estremamente rapida e tutti i programmi installati sul disco saranno altrettanto veloci.

Anche su computer non più modernissimi, aggiornare l’hard disk meccanico con un disco SSD rappresenta ancora il modo migliore per incrementare le prestazioni rapidamente e ad un costo accessibile

Per molti acquirenti, il disco SSD è la soluzione ideale per non essere costretti a sostituire il proprio pc e di non preoccuparsi più delle performance e dei necessari aggiornamenti richiesti dai sistemi operativi di ultima generazione. In passato le soluzioni basate su dischi SSD venivano spesso scartate per i loro alti costi e per la limitata capacità che questi driver potevano offrire. Oggi, tuttavia, acquistare un’unità da 64 GB o da 128 GB può essere ragionevolmente economico. Anche se lo spazio offerto da queste soluzioni può non essere sufficiente per tutte le proprie esigenze, un disco SSD intorno ai 100 GB di capacità può essere invece una soluzione ideale per installare il sistema operativo e tutti i programmi. Soprattutto se utilizzato su Windows, ma non fa eccezione anche con le ultime versioni di OSX, il vantaggio ottenuto dalla maggiore velocità può compensare ampiamente la mancanza di spazio che i dischi SSD hanno rispetto ai dischi rigidi tradizionali.

I nuovi modelli di dischi SSD si suddividono soprattutto in due categorie: quasi tutti i produttori offrono infatti una linea di prodotti detta di “attacco” con un costo accessibile, affiancati spesso invece da una linea di prodotti più professionale e dedicata al massimo delle performance. Per questi ultimi, il guadagno può essere significativo, ma non strettamente necessario per l’utilizzo comune. Se non siete degli utenti professionisti dediti alla fotografia o al video editing, ma il vostro utilizzo quotidiano si limita ai più comuni task del PC (navigare su Internet, scaricare posta elettronica, produrre testi o modificare fogli di calcolo) anche i prodotti più accessibili offrono un significativo vantaggio.

Che cos’è un disco SSD

Un disco SSD è un dispositivo di archiviazione dei dati per il vostro computer. Nell’utilizzo quotidiano, offre le stesse identiche funzionalità di un hard disk tradizionale, lo standard per l’archiviazione dei dati sui computer da molti anni. Infatti, in pratica, non vi accorgerete nemmeno se stato utilizzando un disco SSD o un tradizionale hard disk, giacché funzionano da un punto di vista pratico nello stesso identico modo. Gli hard disk tradizionali memorizzano i loro dati su piatti di metallo rotanti e quando il computer vuole accedere a qualche dato presente su uno di essi, sposta una piccola testina da una posizione all’altra e restituisce il dato al computer. La scrittura e la lettura sui dischi tradizionali quindi prevede che le parti meccaniche che compongono il disco siano costantemente in movimento. I dischi SSD, invece, non si muovono affatto. Memorizzano le loro informazione in blocchi. Quando il computer vuole al qualche dato presente su di essi, il disco SSD semplicemente lo recupera direttamente dalle proprie memorie interne e lo restituisce al controller. Questa è naturalmente una spiegazione molto semplice, ma vi da’ un’idea precisa di quale sia la differenza e il vantaggio fra un disco SSD è un tradizionale hard disk. Questo rende un disco SSD, come detto prima, semplicemente il miglior aggiornamento per il vostro computer se siete alla ricerca di qualcosa che lo faccia lavorare in maniera davvero veloce.
Un disco SSD di ultima generazione può velocizzare in maniera significativa il vostro computer soprattutto sotto questi aspetti:

  • i tempi di boot del sistema operativo saranno significativamente ridotti, come anche i tempi di caricamento delle applicazioni
  • lanciare le applicazioni potrà avvenire in un istante
  • migliorano sensibilmente l’autonomia di un notebook: infatti, i dischi SSD, sono notevolmente più efficienti da un punto di vista energetico e consumano molto meno di un hard disk tradizionale, migliorandone così l’autonomia
  • La copia dei file e la velocità di lettura e scrittura di essi miglioreranno significativamente e nel complesso, il vostro sistema apparirà da subito immediatamente più responsivo. Ovviamente i dischi è SSD hanno come svantaggio quello di avere un costo per gigabyte mediamente molto più elevato rispetto ad un hard disk tradizionale. In media un disco SSD ha un costo per gigabyte pari a circa € 0,83 contro € 0,05 richiesti per ogni gigabyte su un hard disk tradizionale. È una differenza enorme di costi anche se il gap fra le due tecnologie sembra ridursi costantemente nel corso del tempo. In genere la soluzione migliore è quella di adottare un disco SSD di boot, a cui affiancare un hard disk tradizionale che garantisca invece lo storage quantitativo dei dati.

    Come scegliere il giusto disco SSD

    Scegliere un disco SSD allo stato solido non è troppo difficile, ma può essere complicato dalla grande disponibilità di prodotti presenti sul mercato. Cercherò quindi di identificare quali sono i criteri migliori per identificare il disco SSD adatto per le vostre esigenze.
    Iniziamo, prima di tutto, con un’affermazione semplice: tutti i dischi SSD sono veloci, e vi faranno percepire un grande aumento di prestazioni indipendentemente dalla vostra scelta rispetto ad un hard disk tradizionale, ma quando si spendono dei soldi, in certi casi anche non pochi, occorre prestare attenzione ad una scelta idonea che non vi penalizzi eccessivamente da un punto di vista di storage e al tempo stesso vi garantisca anche il miglior equilibrio di prestazioni in rapporto al costo. Cerchiamo ora di esaminare quali sono gli elementi principali da considerare prima di acquistare il miglior disco SSD adatto alle vostre esigenze.

  • Capacità. I dischi SSD sono spesso offerti in capacità tendenzialmente più basse rispetto ai dischi rigidi tradizionali. Un disco SSD con un buon valore rispetto alla capacità, spesso offre uno spazio di 120 GB oppure intorno ai 240 GB. Considerando il consistente abbassamento di prezzo che questi dischi hanno avuto rispetto ai modelli di un tempo, considero sconsigliabile l’acquisto di un disco SSD che abbia una capacità inferiore ai 120 GB. Infatti, se utilizzato come disco di boot, un disco di questa capacità offre tutto lo spazio necessario per installare il sistema operativo e la maggior parte dei programmi di utilizzo corrente. Se però dovete aggiornare un notebook, la situazione può essere molto differente: infatti non tutti i laptop consentono di utilizzare un secondo disco rigido, di tecnologia tradizionale, da affiancare al disco SSD di boot. In questi casi quindi è sconsigliabile comprare un disco SSD di capacità inferiore ai 240 GB, per avere almeno lo spazio necessario per una piccola raccolta di file musicali, qualche fotografia e video. Occorre anche considerare il vantaggio offerto dalle soluzioni in Cloud dei maggiori completi tordi mercato: ad esempio Microsoft, per gli utenti di Office 365, offre dei dischi in Cloud di dimensioni pari a 1 TB, offrendo la possibilità di aggiornare ulteriormente questo spazio in modo gratuito fino ad una capacità potenzialmente illimitata. È pure vero che le linee dati odierne (spesso ADSL con un limite massimo di upload pari a 512 Kb/s) non sempre consentono di effettuare upload di dati in quantità così consistenti, ma se considerate attentamente i file sono presenti sul vostro disco, arriverete alla conclusione che la maggior parte di essi vengono acceduti solo molto raramente. Soprattutto se si considera ad esempio l’archiviazione della musica e delle fotografie, che incidono maggiormente sull’occupazione di spazio di un disco tradizionale, una soluzione basata sul Cloud può sopperire alla carenza di spazio di un disco SSD, senza imporvi nessuna rinuncia di disponibilità dei file. Windows 8.1, ad esempio, offre un’integrazione quasi perfetta con Onedrive e permette anche di poter disporre di tutto lo spazio disponibile in cloud come se fosse una comune cartella del PC, senza occupare spazio prezioso sul disco. Anche OSX offre una funzionalità paragonabile con iCloud, anche se i consti dello storage sono molto più alti rispetto a quelli offerti da Microsoft. 
  • Alta velocità. La velocità massima di lettura dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 MB/s, e la massima velocità di scrittura dovrebbe attestarsi sui 300 MB/s (nota: si tratta di megabyte per secondo). Questi numeri non devono essere necessariamente esatti, possono essere un po’ più bassi o un po’ più alti senza essere significativamente differenti. Tuttavia, queste sono le prestazioni che ci si dovrebbe attendere da un moderno disco SSD.
  • Velocità effettivamente brillanti nel mondo reale. i produttori di dischi SSD in genere non forniscono i risultati dei loro test nel mondo reale, che sono in genere inferiori ai valori dichiarati di massimo. Fortunatamente, è possibile documentarsi on-line verificando di effettivi risultati di velocità ottenuti nei test. Ad esempio su Amazon, si possono leggere le recensioni degli utenti che condividono le loro impressioni, ma anche spesso e volentieri inviano degli Screenshot dei loro test reali. Anche se esaminare questi dati potrebbe essere scoraggiante perché le velocità effettivamente rilevate nel mondo reale sono notevolmente più lente, in realtà nell’utilizzo pratico vi accorgerete che comunque questi valori sono superiori del 200 o anche del 300% rispetto alla massima velocità raggiungibile da un hard disk tradizionale di ultima generazione. Un parametro che potete prendere in considerazione, soprattutto se vi rivolgete ad acquistare un disco SSD più professionale e più performante, e che offra effettivamente almeno i due terzi del valore dichiarato nei test reali; in caso differente, rivolgetevi direttamente alle linee consumer, che offrono il miglior rapporto presto per prestazioni.
    I dischi SSD di migliore qualità devono utilizzare delle memorie di generazione NAND multilevel cell (MLC). Quando vi troverete di fronte alla scelta nell’acquisto di un disco SSD, troverete generalmente due tipi di memoria di archiviazione: le multilevel cell MLC e le single level cell SLC. La differenza principale è che le memorie MLC possono archiviare più informazioni su ciascuna cella. Il vantaggio è che sono più economiche da produrre, e le SLC spesso hanno costi piuttosto elevate per il consumatore medio. Ovviamente, la controindicazione delle memorie MLC e che hanno un un tasso di errore molto più alto, ma il software interno dei dischi SSD è dotato di codice di correzione dell’errore che può prevenire questi problemi.
  • Tipo di interfaccia offerta dei dischi SSD. Tutti i dischi SSD concepiti per il mercato consumer sono tendenzialmente offerti con l’interfaccia Serial ATA (SATA). Alcuni modelli di vecchia generazione offrono una interfaccia stata limitata a soli 3 GB/s (gigabyte al secondo); ma il nuovo standard prevede invece una velocità di 6 GB/s, che consente davvero un significativo incremento di performance sullo storage del vostro computer. Ovviamente non solo l’interfaccia del disco SSD deve poter supportare questa velocità, ma anche il vostro computer deve offrire un’interfaccia da 6 GB/s per ottenere il maggiore beneficio. Solo i computer usciti negli ultimi due anni offrono in genere interfacce SATA di questa velocità, ma tutti i computer anche quelli vecchi, prevedono sostanzialmente una velocità di 3 GB/s che può essere comunque un significativo incremento rispetto ai dischi tradizionali. Spieghiamo meglio questo valore: i dischi rigidi tradizionali, basati su componenti meccanici, raramente riescono ad impiegare tutta la banda disponibile da parte dei propri controller. Infatti la velocità delle testine e dei piatti non consente, anche per i dischi più veloci, di sfruttare appieno questa velocità. I dischi SSD, invece, poiché offrono tempi di latenza praticamente nulli, possono invece sfruttare appieno anche un controller da 6 GB/s, sfruttando tutta la banda disponibile. Anche se acquistate un disco con una capacità nominale di 6 GB/s, la quasi totalità dei modelli di dischi SSD sono retrocompatibili con i vecchi controller da 3 GB/s: non otterrete la massima velocità possibile, ma avrete comunque tutti i benefici di un disco che non ha praticamente tempi di latenza e sfrutta al massimo la banda offerta dal controller dei dischi.
  • Dimensioni e spessore. Molti dischi SSD vengono forniti esclusivamente nella variante da 2,5 pollici che si adatta perfettamente all’alloggiamento del disco di un laptop. Se invece dovete aggiornare un computer desktop, avrete bisogno di un adattatore da 2,5 pollici a 3,5 pollici per installare disco stesse di nell’alloggiamento standard della disk: in alcuni casi, alcuni produttori offrono già un adattatore di questo tipo. Molti dischi SSD vengono offerti con due livelli di spessore: da 7 mm o da 9.5 mm. Alcuni laptop di ultima generazione, che hanno un fattore di forma molto sottile, possono richiedere un disco SSD da 7 mm, così prima di acquistare un qualsiasi disco SSD, verificate le specifiche tecniche del vostro notebook per verificare se il disco che state acquistando sia conforme ai parametri richiesti dal vostro modello superslim. In altri casi, invece, i laptop dotati di alloggiamento spesso 9.5 mm, richiederanno invece alcuni ammortizzatori in gomma per adattare il vostro disco SSD se il suo spessore è di soli 7 mm, per garantire la sufficiente stabilità di alloggiamento del disco all’interno del computer.
  • Controller interno del disco. Il controller interno è la mente centrale del disco SSD. Gestisce il traffico di dati fra il vostro pc e l’interfaccia Serial ATA. Alcuni vendor di dischi SSD usano gli stessi controller, con la stessa generazione di firmware, i cui produttori più comuni sono Sandforce, e Marvel. Alcuni produttori di dischi SSD di, come OCZ e Samsung, spesso invece utilizzano controller concepiti in modo del tutto autonomo. Il controller utilizzato non è necessariamente un plus o un minus, sappiate però che la scelta del vendor è molto influente soprattutto per le varianti software e tutti tools che vengono forniti con l’acquisto del vostro disco SSD. Infatti, quasi tutti i vendor offrono tools concepiti solo per Windows per gestire sia gli aggiornamenti software, firmware e di gestione delle funzionalità più avanzate dei dischi SSD. Diverso è il discorso per il Mac, che anche con OSX Yosemite versione 10.10, ancora non supporta in modo nativo le funzionalità più avanzate dei dischi SSD di ultima generazione (come ad esempio la funzionalità TRIM). In questi casi, se il vostro vendor non offre una soluzione software adeguata, dovrete rivolgersi a utility di terze parti che attiveranno i parametri necessari nel vostro sistema operativo OSX, ed effettueranno le configurazioni più adatte per sfruttare al meglio la capacità di dischi SSD. 
  • Memorie ECC. Lo standard ECC (correzione dell’errore) ha diversi implicazioni: fa in modo che il vostro disco SSD abbia la possibilità di rilevare correggere i più comuni tipi di corruzione dei dati così da prevenire che i dati vengano resi inutilizzabili sul vostro driver. Un disco SSD con memoria ECC è molto più affidabile.
  • Una storia di affidabilità del produttore. L’affidabilità è molto difficile da ottenere da tutti i produttori. In questo campo conta soprattutto l’esperienza e la qualità dei prodotti impiegati. Ricercate quindi il più possibile il maggior numero di recensioni sul disco vi intendete acquistare e rivolgetevi ad un produttore che stia sul mercato già da tempo. I migliori produttori in questo campo sono Samsung, OCZ e SanDisk. La tecnologia è abbastanza nuova, per questo è possibile trovare sul mercato ancora pochi produttori; ma col passare del tempo sarà sempre più comune trovare più offerta anche da produttori che tradizionalmente non si sono mai occupati di questo settore. Le recensioni presenti su Amazon sono un buono strumento per capire se effettivamente il prodotto preso in considerazione sia effettivamente adatto e meritevole di un acquisto: una recensione inferiore alle quattro stelle può indicare una serie di problemi che generano insoddisfazione da parte degli utenti. Quando le recensioni indicano punteggi così bassi, meglio cercare altrove. Anche su compagnie che tradizionalmente hanno linee di prodotti affidabili, per quel singolo modello potrebbero esserci problemi di varia natura che ne sconsigliano l’acquisto. 
  • Garanzia. Tre anni sono lo standard attuale di garanzia offerto dai produttori di dischi SSD, anche se alcuni vendor offrono una garanzia di ben cinque anni a condizione che vi registriate sul loro sito indicando il numero seriale del disco. Un fattore molto importante che va considerato prima di acquistare un disco SSD è che ogni unità a un numero limitato di cicli di lettura/scrittura prima che alcune cellule del disco diventino instabili, e quindi la garanzia può limitare l’applicabilità o la sostituzione del pezzo se i contatori interni del disco rivelano un utilizzo che vada al di fuori del tradizionale o previsto utilizzo comune di questi dischi. Secondo l’esperienza corrente, i dischi SSD durano in media circa tre anni e hanno spesso una durata molto superiore a i valori tradizionalmente indicati dai vendor.

    Quali sono quindi i dischi SSD che rispettano questi criteri?

    Queste considerazioni cambiano in ogni momento, data la continua innovazione del settore e i nuovi modelli immessi sul mercato, per questo è necessario prendere in considerazione questi modelli qui indicati ma verificare che non esistano ulteriori alternative immesse più recentemente rispetto a questo articolo.

    Samsung SSD 850 Evo 250Gb

    La gamma Samsung 850 Evo offre il miglior rapporto qualità  prezzo della categoria

     

Per un costo vicino ai 100 Euro, è possibile acquistare un Samsung SSD 850 Evo da 250 Gb, un prodotto di buona qualità e di buone prestazioni (non al top ma comunque davvero veloce), dotato di uno spazio sufficiente per la maggior parte delle esigenze. Non a caso è uno dei dischi SSD più venduti sul mercato. E’ disponibile anche in versione da 120 Gb (per avere il minimo indispensabile per avviare il PC) oppure anche nelle capienti versiono da 500 Gb, 750 Gb e anche 1 Terabyte: in questo caso i costi salgono notevolmente.. fatevi bene i conti.

 

 

 

Kingston SSD 240Gb

I dischi SSD sono economici ma con prestazioni più che valide: sono una valida alternativa ai prodotti Samsung

Kingston ha una notevole esperienza nel campo delle memorie a stato solido e i suoi dischi SSD sono di ottima qualità. Vi segnalo questa unità da 240Gb perché è quella con il costo più basso fra quelle prese in considerazione, pur offrendo prestazione di tutto rispetto. E’ ideale per equipaggiare i sistemi più semplici e magari non dotati di interfaccia SATA 3, per ottenere un incremento di prestazioni notevole ad un costo contenuto. Viene offerto anche in altri tagli (60Gb, 480Gb), ma preferisco in tal caso rivolgermi ai modelli EVO della Samsung.

 

 

Samsung SSD 850 Pro

Top di gamma di Samsung nella linea SSD, il modello 850 Pro è la scelta ideale per ottenere il massimo delle prestazioni

Se siete alla ricerca delle massime prestazioni, il Samsung SSD 850 Pro non vi deluderà. Proposto nella versione da 240 Gb offre un valido compromesso in termine di prezzo e capacità. Sceglietelo se disponete sul vostro PC dell’interfaccia SATA 3 per sfruttarne a fondo tutte le potenzialità, altrimenti rivolgetevi alla più economica linea EVO.

 

OCZ Arc 100 SSD

OCZ è un marchio storico nel campo dei dischi SSD, che si caratterizza per affidabilità e qualità costruttiva

OCZ è un produttore storico di dischi SSD, fra i primi ad aver sviluppato questa tecnologia. Questo modello garantisce le prestazioni migliori fra quelli recensiti, ad un prezzo tutto sommato accessibile per la versione da 240 Gb. Rispetto al Samsung 850 Pro, pur essendo più performante, ha qualche problema in più per essere utilizzato al pieno delle sue possibilità sui Mac. Sceglietelo se dovete installarlo su un sistema Windows.

SanDisk Ultra II

 

Prestazioni eccellenti e prezzo concorrenziale: queste le doti della gamma SanDisk

Se non amate rinunciare a nulla, la linea Ultra II di SanDisk vi soddisferà completamente. Affidabile, performante e pienamente compatibile con tutti i sistemi, questo modello da 240 Gb non vi impone rinunce in termini di prestazione, pur contenendo il prezzo di acquisto. Il prezzo è solo un po’ più alto della gamma 850 Evo di Samsung, ma può essere la scelta giusta se avete effettivamente l’esigenza di avere performance al top garantendo al tempo stesso la massima affidabilità.

 

Kingston HyperX Savage 240Gb

Pensato per i gamers e per chi utilizza applicazioni intensive, questo modello di Kingston garantisce prestazioni fuori dal comune

Anche la linea HyperX di Kingston garantisce prestazioni di eccellente livello ed una qualità costruttiva al top. Quello che è apprezzabile dei dischi Kingston di questa line è quello di essere in grado di offrire il massimo delle prestazioni anche se non disponete ad esempio del supporto TRIM offerto dal sistema operativo o particolari accorgimenti software. La bontà di questo prodotto risiede nella qualità delle memorie impiegate. Il prezzo, tutto considerato, è piuttosto vantaggioso.

 

Ottimizzare l’uso dei dischi SSD

Il supporto TRIM per i dischi SSD
Molti dischi SSD di ultima generazione supportano il formato TRIM in modo nativo oppure con un aggiornamento del firmware. Windows 7 supporta la modalità TRIM in modo nativo, mentre Windows XP e Vista richiedono utility di terze parti per supportare questo formato.
Anche se non supportato direttamente dal disco SSD e in mancanza del supporto TRIM in modo nativo da parte del distema operativo, soprattutto sui laptop noterete in ogni caso che adottando un disco SSD otterrete una variazione di performance davvero significativa. Per i PC desktop comunque, la mancanza del supporto TRIM può diventare un problema dopo qualche mese, soprattutto quando il numero ad esempio di file temporanei o di componenti non più utilizzate del sistema operativo cominciano a diventare significativamente alti.
Un consiglio, comunque che va dato prima di formattare un disco SSD è quello di lasciare qualche gigabyte di spazio non partizionato. Ad esempio se avete acquistato un disco da 128 GB, lasciate almeno 8 GB di disco non partizionato in maniera tale da poter consentire al firmware del disco di poter fare un’autoprovisioning necessario a modificare e correggere gli effetti di quello che viene definito “tear-levelling”.
Accorgimenti da adottare prima di installare il sistema operativo
Assicuratevi che il vostro bios supporti o abbia abilitate le estensioni AHCI in modalità nativa dell’interfaccia SATA, specialmente se state installando Windows XP. Come i moderni hard disk, i dischi SSD fanno uso dello standard NCQ (native command queueing) per migliorare le performance I/O del disco.
Verificate gli aggiornamenti del firmware
Anche se molti produttori di dischi è SSD non forniscono aggiornamenti del firmware, molti dischi SSD di ultima generazione invece forniscono regolarmente nuove release del firmware per migliorare le performance e l’affidabilità.
Come qualsiasi altro dispositivo, c’è sempre un minimo rischio nell’aggiornare il firmware se qualcosa va storto, il che può comportare anche la perdita totale dei dati o il malfunzionamento del disco stesso. Così, prima, di applicare un nuovo aggiornamento firmware quando ne sia disponibile uno, eliminate del tutto il rischio di perdita di dati effettuando preventivamente un backup. Inoltre, seguite attentamente tutte le istruzioni relative all’aggiornamento, in modo da poter restituire al produttore il disco SSD guasto per farvene dare uno nuovo nel caso che la procedura non vada a buon fine.
Disabilitare l’ibernazione
Molti pc, specialmente i notebook, se dotati di un disco SSD in genere si avviano in un terzo esatto del tempo necessario con un hard disk tradizionale. Con opportuni accorgimenti e disabilitando alcune applicazioni che si inviano al momento del boot, è possibile ottimizzare ultimamente questi tempi. Considerate quindi la possibilità di disattivare completamente la funzionalità di ibernazione del PC, che in questi casi non vi darebbe un vantaggio significativo nella ripresa del funzionamento. Infatti, il problema principale sui dischi SSD è soprattutto lo spazio impegnato sul disco, poiché l’ibernazione occupa lo stesso identico spazio pari alla ammontare della RAM installata sul vostro computer: se ad esempio il vostro pc dispone di 4 GB di RAM, verrà creato un file di ibernazione pari a 4 giga sul vostro disco SSD. Inoltre, ricordo che il numero di letture e scrittore di un disco SSD va tendenzialmente limitato per prolungarne la vita. Scrivere continuamente un file di queste dimensioni su un disco SSD può essere controproducente. In ogni caso effettuate almeno una prova per verificare se il boot completo del pc dallo stato di accensione è paragonabile a quello dalla ripresa del ibernazione: se proprio non potete fare a meno, potrete comunque riattivarlo molto facilmente.

Come clonare il disco esistente

Per trasferire i dati, avrete bisogno di clonare il vostro vecchio hard disk per trasferire il sistema operativo, i dati e tutti i programmi installati senza dover effettuare l’installazione da capo. Ovviamente le tecniche di clonazione del disco sono molto dipendenti dal tipo di sistema operativo installato. Per effettuare la clonazione di un disco avrete bisogno di acquistare una enclosure USB da 2,5 pollici, da collegare successivamente alla porta USB del vostro drive pc prima di effettuare l’installazione del disco è SSD all’interno del vostro computer. Ovviamente, se il vostro notebook o il vostro pc dispongono di un alloggiamento aggiuntivo rispetto a quello del disco di boot installato, questo requisito non è necessario.
Se dovete clonare un sistema operativo Windows, l’offerta di utility che svolgono questo compito (anche gratuitamente) è davvero ampia: Acronis True Image, HD Clone Free).
In alcuni casi, come ad esempio con i dischi SSD Samsung, viene fornito dal produttore stesso un valido software utile per clonare il contenuto del vostro disco.
Nel caso di OSX, esiste un valido software chiamato Carbon copy Plus, che sebbene venga offerto in versione prova della durata di 30 giorni, può essere comunque validamente sfruttato per effettuare almeno questa singola operazione di cui avete bisogno.
Se invece impiegato un sistema operativo Linux esistono script o anche software di partizionamento (Gparted) che svolgono questo compito in maniera molto efficace.
Ricordatevi che quando clonate un disco con Windows 7 o Windows 8, una volta installato il nuovo disco all’interno del vostro pc, dovrete effettuare di nuovo l’attivazione del sistema operativo.

Non deframmentate i dischi è SSD

A differenza degli hard disk tradizionali, i dischi è SSD non hanno bisogno delle operazioni di manutenzione di defrag per migliorare le proprie performance. Infatti l’esecuzione di un tool di deframmentazione può potenzialmente avere un impatto negativo sul vostro drive SSD, perché la deframmentazione causa un elevato numero di operazioni di scrittura, causando un rapido deterioramento del disco SSD. Sappiate che i dischi SSD, anche se non vengono scritti in maniera sequenziale, hanno un tempo di latenza infinitesimale. L’esigenza di rendere contigui i dati è quindi del tutto nulla, almeno rispetto ai dischi rigidi tradizionali.

Lasciate spazio libero a sufficienza

I moderni dischi SSD dotati di funzionalità TRIM lavorano al meglio delle loro possibilità quando hanno molto spazio libero disponibile, in modo da poter gestire in maniera equilibrata la riallocazione dei dati cancellati dal disco.
Un modo estremamente semplice di mantenere abbastanza spazio sul disco è quello di svuotare spesso il cestino, rimuovere la cache del browser e altre operazioni di pulizia dei file non necessarie. La utility freeware (per Windows) CCleaner vi aiuterà a liberare quanto più spazio aggiuntivo disponibile dal vostro disco, rimuovendo ad esempio anche i vecchi file di lotte e file di aggiornamento non più necessari. Ma ne esistono altre altrettanto valide anche per OSX.

Come installare il vostro disco SSD

Installare il vostro disco SSD può essere molto differente a seconda del tipo di computer sul quale state procedendo ad effettuare l’operazione. Ovviamente se provenite da un disco rigido tradizionale di ampia capacità, non potrete clonare direttamente il disco sul nuovo disco SSD, ma dovrete in qualche modo spostare i dati eccedenti lo spazio su un’unità esterna. È infatti estremamente frequente affiancare un disco SSD con un disco rigido tradizionale di ampia capacità che permetta lo storage dei dati che non sono strettamente necessari per l’avvio del sistema e l’esecuzione dei programmi.
Prendiamo in esame quali sono le opzioni più indicate.
Opzione 1: installare ex novo il vostro sistema operativo riducendo il numero dei programmi installati a quelli che effettivamente utilizzate.
Quando si effettua un upgrade a un disco SSD, la più scelta ovvia è quella di partire con istallazione completamente nuova del vostro sistema operativo. Anche se ciò potrebbe richiedervi un po’ più di tempo, avrete tutto configurato perfettamente e in modo idoneo al vostro nuovo driver. Questi sono i passi che dovrete seguire:
1. Installare il vostro sistema operativo sul nuovo disco SSD
2. Copiare il contenuto delle vostre cartelle o dal vostro precedente hard disk su un nuovo disco SSD. Il vostro precedente hard disk, se non può essere affiancato all’interno del vostro computer, può essere acceduto attraverso una enclosure USB che vi consentirà di connetterlo attraverso la porta USB del vostro computer.
3. Compilate prima di installare il nuovo sistema operativo una lista delle applicazioni presenti sul vostro vecchio hard disk. Dopo aver eseguito tutti gli aggiornamenti necessari, avrete effettivamente le ultime versioni di tutti i rispettivi software.
4. Copiare ogni documento importante e altri file se avete spazio sul vostro disco SSD. In alternativa spostate le vostre cartella di documenti, fotografie, musica e immagini su un disco di appoggio, preferibilmente interno. In questo caso i dati di questo tipo possono essere tranquillamente appoggiati su un disco rigido tradizionale, riservando, come detto più volte in questo articolo, il disco SSD esclusivamente alle operazioni indispensabili per il vostro sistema operativo.
5. Se avete scelto la soluzione di mettere il vostro vecchio hard disk su una enclosure esterna, tenetelo comunque a portata di mano per un mese o due. Questo vi aiuterà eventualmente a recuperare tutti quei file che avete potenzialmente dimenticato nella fase di trasferimento dei dati se vi accorgete di non aver copiato qualcosa d’utilizzate spesso, copiatelo sul disco SSD. Se si tratta invece di dati che accedette meno frequentemente, pensate anche a soluzioni alternative in cloud.
Questo metodo richiede molto lavoro e anche molto tempo, ma ha il vantaggio innegabile di ripulire il vostro sistema e di riportarlo ad uno stato estremamente responsivo. Anche se meno noioso, può essere un modo molto efficiente per risolvere anche diversi problemi allo stesso tempo.
Opzione 2: migrate i vostri dati dal vecchio hard disk
Se non volete partire con una nuova installazione del vostro sistema operativo, potete sempre migrare il vostro vecchio sistema operativo e i dati al vostro nuovo disco SSD. Le opzioni sono molte e non è possibile elencarle tutte. Sappiate, però, che nella maggior parte dei casi sarà molto difficile che siate in grado di copiare ogni cosa sui dischi SSD di ultima generazione, anche se hanno una capienza più elevata del normale. Se la vostra unica opzione è quella di mantenere il disco SSD come unico drive, avrete bisogno necessariamente di cancellare i file che non utilizzate troppo frequentemente o di archiviarli altrove. Prima di effettuare la clonazione del disco, dovrete quindi eliminare i file meno acceduti spostandoli ad esempio su un disco esterno. Quando avrete completato quest’operazione, potrete quindi effettuare la clonazione del driver.

Ecco a titolo di esempio alcuni video su Youtube, pubblicati da Kingston, che spiegano il procedimento sia a livello hardware che software:

Come sfruttare le migliori soluzioni Cloud per limitare il consumo di spazio sul disco

Se non avete la possibilità di utilizzare un secondo hard disk sul vostro computer, come detto in altre parti di questo articolo, l’utilizzo di spazi in cloud può essere una buona soluzione. Un disco esterno non è la soluzione più pratica possibile, anche perché vi impone, soprattutto se avete un laptop, di avere un dispositivo esterno da connettere al vostro pc, che è una soluzione pratica solo per effettuare saltuari backup.
A meno che non abbiate un’enorme collezione di file, un hard disk SSD con 240 GB o di più, può essere in grado sia di ospitare il vostro sistema operativo, ma anche i vostri documenti, la musica e le foto più importanti senza particolari problemi. Se però il vostro lavoro consiste nella creazione di musica, nell’editing video, nella fotografia professionale e altro genere di attività che producono file di grandi dimensioni avete bisogno di più spazio. Se intendete rivolgervi a soluzioni esterne, ricordatevi di prendere in considerazione (se il vostro computer supporta questo standard) dischi conformi allo standard USB 3.0, ma anche di utilizzare le porte come la FireWire 800 o la porta Thunderbolt che è presente su molti Mac.
Le soluzioni in cloud più efficaci possono essere quelle che prevedono lo spostamento ad esempio dei file musicali sui servizi gratuiti offerti da Google come il servizio Google Play Music, in grado di accogliere la vostra intera collezione a audio senza particolari problemi. Mantenete quindi sull’hard disk esclusivamente le canzoni che ascoltate più di frequente, facendo l’approdo di quelle d’utilizzate meno frequentemente su Google Play Music.
Potete fare lo stesso con le vostre foto, anche se la maggior parte dei servizi non è gratuito. Come ho già indicato su un precedente articolo, lo storage su servizi professionali fotografici come SmugMug è illimitato e per un compenso annuo tutto sommato accettabile, è possibile archiviare la propria collezione di fotografie su servizi di questo tipo. Prendete anche in considerazione lo storage offerto da Microsoft con Onedrive, che grazie alle ultime policy di adeguamento dello spazio per gli utenti di Office 365 è ormai pari a 10 TB o anche più. Vi sono poi altri grandi servizi come è per notte, Google Drive o Dropbox che se combinati in modo intelligente possono contribuire ad aumentare la vostra riservatezza di spazio.

 

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Esperto di sistemi operativi e soluzioni Microsoft per le aziende, ma anche appassionato di viaggi, automobili e di politica internazionale. Mi occupo di Information Technology da oltre 20 anni.