Se dovete lavorare sul serio con applicazioni pesanti e indispensabili per la vostra professione, oppure se siete degli studenti sempre in giro fra una lezione all’altra, un laptop è il computer giusto per svolgere, senza alcun limite, qualsiasi compito. Sufficientemente compatti e leggeri da portare con sé, sul mercato esistono ormai centinaia di diversi laptop di ogni forma e marca. Tablet e smartphone sono strumenti che indubbiamente conquistano giorno per giorno sempre più utenti, ma un notebook di ultima generazione è lo strumento giusto per scrivere un testo abbastanza lungo con una tastiera fisica confortevole, per rielaborare un video in alta definizione senza limitazioni legate all’hardware o alla dimensione dello schermo oppure per eseguire applicazioni concepite per lavorare solo su un sistema operativo per desktop e quindi non disponibili per tablet o smartphone. Qualsiasi modello uscito negli ultimi 4 o 5 anni farà sicuramente al caso vostro, senza grossi limiti, per cui una valida scelta può anche essere quella di rivolgersi al mercato dell’usato, come ho già spiegato in un mio precedente post.

Orientarsi fra tutti i modelli di laptop esistenti sul mercato non è cosa semplice: occorre avere le idee chiare sulle nostre priorità di utilizzo

Che tipo di laptop scegliere? La grande varietà di forme, dimensioni, specifiche e prezzi, rende la scelta di un modello di notebook davvero un’impresa complicata. Per prima cosa, bisogna concentrarsi sulle proprie esigenze. Di cosa abbiamo realmente bisogno? Di uno strumento portatile ma potente come un desktop da portare con sé e utilizzare collegato alla presa elettrica? Di un laptop ultraportatile e leggero con una grande autonomia per utilizzarlo spesso in movimento? Questi sono 10 consigli estremamente pratici per aiutarti nella scelta.

1. Scegliere il sistema operativo.Windows, Mac o Chrome OS?

Non è una domanda a cui è facile dare una risposta, soprattutto se prevalentemente avete utilizzato Windows. Esaminiamo rapidamente pregi e difetti di tutte e tre le piattaforme.

Chrome OS

Il sistema operativo di Google è una scelta ideale se si vuole un laptop semplice, leggero, economico ed affidabile: ne ho già parlato in un precedente post, cercando di identificare i migliori modelli di Chromebook presenti sul mercato. L’interfaccia utente somiglia molto alle precedenti edizioni di Windows con un menu dedicato alle applicazioni, un desktop e la possibilità di utilizzare un sistema di finestre, in maniera molto simile all’OS di Microsoft. L’elemento caratterizzante è che, di fatto, tutto viene governato da Chrome e le applicazioni disponibili sono le stesse (più o meno) che si possono già eseguire su un qualsiasi PC dotato di questo browser. Molte applicazioni, però, non sono altro che semplici collegamenti a servizi web. Poiché si tratta principalmente di un browser con pochi accessori connessi, Chrome OS è poco soggetto ad essere infetto da virus o da malware: inoltre, utilizzando prevalentemente servizi tramite web, la sicurezza è affidata direttamente ai server remoti che la erogano e non al codice che viene eseguito sul proprio computer, con un innegabile vantaggio di semplicità e robustezza. Tuttavia, esiste una notevole controindicazione: sono poche le applicazioni per questo sistema operativo che possono girare offline e per questo avrete bisogno di una connessione Internet stabile e onnipresente. Non mancano però le applicazioni principali per la produttività: se utilizzate le Google Apps, troverete un ottimo word processor, un foglio di calcolo, uno strumento per realizzare presentazioni e soprattutto uno storage affidabile grazie a Google Drive, che vi permetterà di controllare anche la sincronizzazione dei file che volete avere a disposizione anche quando non siete connessi. In conclusione, se il vostro obbiettivo è proprio quello di navigare sul web, controllare le email, utilizzare i social network, le chat o i servizi in cloud, un Chromebook è in grado di svolgere un lavoro eccellente. Con una spesa davvero limitata, potrete entrare in possesso di un laptop economico e leggero, che praticamente non richiede alcuna manutenzione.

Chrome OS ha un’interfaccia molto simile a Windows 7

Windows 10

L’ultimo edizione di Windows riesce a mettere d’accordo un po’ tutti: con una interfaccia moderna e pulita e prestazioni di tutto rispetto, il re dei sistemi operativi desktop è una garanzia di compatibilità con centinaia di migliaia di applicazioni. Inoltre la quasi totalità dei laptop in vendita sono generalmente offerti con questo sistema. Se il laptop che acquisterete, poi, dispone di uno schermo touchscreen, potrete disporre anche di tutte le ottimizzazioni più moderne per rendere il vostro laptop semplice da usare esattamente come un tablet, Insomma, per un utilizzo versatile e per contenere il budget (Apple si colloca sempre come prezzi nella fascia alta del mercato), potrete beneficiare di un computer moderno e performante, che fa dimenticare la pessima reputazione che il precedente Windows 8 ha potuto guadagnarsi meritatamente sul campo. Inoltre, per certe applicazioni professionali e industriali, è praticamente una scelta obbligata, poiché alcuni software sono disponibile solo per il mondo Windows desktop. Infine, un’ultima ragione per scegliere un computer Windows è quella di integrarsi con le applicazioni della propria azienda. Proprio nel mondo Business, Windows vanta la maggiore diffusione e integrazione con le grandi reti aziendali.

La nuova interfaccia di Windows 10 è molto ben organizzata: inoltre l’aspetto della UI cambia se si utilizza in modalità desktop oppure con un dispositivo mobile

Difetti? Purtroppo nel DNA di Windows esistono ancora numerosi problemi irrisolti: è il target preferito di virus e malware, quindi, anche se la sicurezza è notevolmente migliorata rispetto anche al diffusissimo Windows 7, rimane comunque un aspetto su cui occorre prestare attenzione. Occorre però sfatare un mito: virus e malware colpiscono duramente anche OSX e non solo Windows 10. Infine, Windows richiede comunque una certa manutenzione. Anche se in modo molto minore rispetto al passato, richiede che periodicamente vengano effettuati “cicli” di pulizia e deframmentazione del sistema per non incorrere in un progressivo degrado di performance.

OSX

Se non avete problemi di budget e amate i computer che funzionano “al primo colpo”, OSX vi conquisterà senza dubbio. Ne ho parlato già tempo fa: ci sono diverse cose che OSX fa meglio di Windows. Le applicazioni poi nate direttamente per OSX spesso sono eccezionalmente ottimizzate per i sistemi Apple, tanto da non avere praticamente rivali nei settori più creativi e professionali: per la musica, per la grafica professionale, per la fotografia e numerosi altri campi professionali. A mio avviso, però, l’interfaccia di OSX ȅ invecchiata rispetto a Windows: non che sia organizzata male o non sia funzionale, ma per certi versi risulta meno flessibile rispetto a quella, completamente rivista di Windows 10. Sul fronte dell’ergonomia, però, i MacBook Pro e i MacBook Air non hanno rivali. Realizzati con cura certosina e attenzione per i dettagli, sono in grado di offrire un’esperienza utente complessiva che rimane ancora un miraggio per molti concorrenti. Le possibilità di personalizzazione della configurazione sono moltissime, ma non certamente per tutte le tasche: per acquistare un MacBook Air servono almeno 900 Euro, per un MacBook Pro ce ne vogliono almeno 1200. Quando scegliere un Mac? Quando si vuole acquistare un oggetto assolutamente longevo e da tenere per molti anni, perché uno degli innegabili vantaggi dell’ecosistema Apple è proprio la politica di aggiornamento continuo che consente al proprio laptop di essere sempre al passo con i tempi.

OSX non delude mai per semplicità di utilizzo e immediatezza, anche se oggi la sua UI avrebbe bisogno di un restyling

E Linux?

Non l’ho citato fra le possibili scelte, ma indubbiamente può anche essere un’altra alternativa da prendere in considerazione. Soprattutto se adottate il popolare Ubuntu, non rimarrete delusi. Ma se non avete una grande competenza informatica e, soprattutto, non siete pazienti, evitatelo. A Linux non manca nulla, salvo, in certe condizioni, la semplicità di utilizzo e la flessibilità (alla portata di tutti) di affrontare senza grossi mal di testa ogni situazione.

Ubuntu è per molti ma non per tutti: utilizzare una distribuzione Linux può ancora essere una scelta ostica per molti utenti

2. Come scegliere le dimensioni dello schermo

La prima decisione da prendere quando acquistate un laptop sul fronte dell’hardware è proprio quella relativa alle dimensioni dello schermo. Non è un fattore trascurabile, perché è la specifica più caratterizzante per un laptop. Uno schermo di piccole dimensioni rende il laptop meno comodo da usare, ma senza dubbio più leggero e facile da trasportare, nonché in grado di garantire un’adeguata autonomia. Uno schermo troppo grande garantisce un confort adeguato e un utilizzo assolutamente trasversale, ma al tempo stesso comporta dimensioni poco trasportabili, un peso nettamente superiore e un’autonomia senza dubbio più bassa. Vediamo come orientarsi nella scelta.
Schermo da 11 a 12 pollici: sono i sistemi più leggeri e sottili ad impiegare schermi di queste dimensioni: non a caso i laptop equipaggiati con schermi di questo tipo raramente superano un peso di 1.2 Kg. Tuttavia, le dimensioni ridotte influiscono anche sull’ampiezza della tastiera, del touchpad e sulla complessiva leggibilità dello schermo. Se siete alla ricerca della mobilità estrema, come alternativa efficiente rispetto ad un più comune tablet, questi sono i laptop adatti a voi.

Il MacBook Air è un laptop tradizionale ma estremamente leggero e portatile, ideale per essere portato con sé tutti i giorni

Schermo da 13 a 14 pollici: a mio avviso, in questa fascia, rientrano i laptop che vantano il miglior equilibrio fra dimensioni e prestazioni. I modelli più sofisticati sono infatti in grado di contenere il peso a meno di 2 Kg. (che è un po’ un limite psicologico che contraddistingue un ultraportatile da un “trasportabile”). Il miglior laptop di questa categoria è senza dubbio l’Apple MacBook Pro da 13,3”, che è un po’ la somma di tante caratteristiche apprezzate da chi usa tutti i giorni il computer: leggerezza, materiali robusti e piacevoli alla vista, schermo di qualità, tastiera confortevole e touchpad preciso. Al tempo stesso, però, non tutti possono spendere cifre ben oltre i 1000 euro per acquistare un computer. Il mercato dei notebook Windows di questa fascia è quanto meno variegato e ricco di modelli di tutti i prezzi: si possono spendere circa 300 euro fino a superare ampiamente i 1000, ma è facile trovare modelli eccellenti già per circa 500/600 euro.

Il Thinkpad T440 rimane, secondo me, uno dei laptop più trasversali presenti sul mercato

Schermo da 15 pollici: molti amano lo schermo ampio e il fatto di avere a disposizione una tastiera ampia esattamente come quella di un desktop, per questo i notebook di queste dimensioni sono fra i più venduti. Tuttavia sono anche i PC che meno si adattano ad essere portati con sé tutti i giorni: sono più adatti ad un utilizzo domestico come sostituti di un PC fisso oppure da essere collocati sulla propria scrivania da lavoro. Ma si prestano poco o nulla ad essere utilizzati lontano da una presa elettrica, giacché pochi modelli sono in grado di offrire un’autonomia superiore alle 2 ore. I modelli di ultima generazione stanno compiendo passi da gigante in questo settore, ma di sicuro non sono ottimali sotto questo aspetto. Inoltre, un notebook da 15 pollici spesso offre fra le migliori combinazioni hardware del mercato: CPU potenti, schede video dedicate e quantitativi di RAM tali da essere un perfetto compagno di lavoro, che non rimarrà mai a “secco” quanto a potenza operativa.

Come sostituzione di un PC Desktop, un laptop da 15,6″ sicuramente offre una piacevolezza di utilizzo notevole

Schermo da 17 pollici o superiori: in questo caso parliamo più che di laptop di “desktop replacement”. Si tratta dei notebook ad alte prestazioni essenzialmente pensati per i videogiochi, come workstation professionali e non certo per essere compagni di viaggio. Grazie alle loro dimensioni, troveremo sicuramente configurazioni hardware fuori dal comune, schede video performanti e più di un alloggiamento per tutti i sistemi di storage di cui abbiamo bisogno. Ma chi se la sentirebbe di portare in borsa un colosso da più di 3 Kg?

Uno schermo da 17″ è adatto solo per workstation professionali e laptop destinati ai videogiochi

3. Verificate il tipo di tastiera e di touchpad

Un altro elemento fortemente distintivo di un laptop è il tipo di tastiera e touchpad adottati. Questi componenti differenziano soprattutto i modelli più economici rispetto ai modelli più pregiati e costosi. La tastiera ha una corsa solida e sensibile al tatto? C’è abbastanza spazio fra i tasti? Il touchpad è sufficientemente sensibile e preciso? In questo campo Apple ha fatto scuola con la sua tastiera ad isola con tasti ben distanziati fra loro e con una corsa molto breve, ma al tempo stesso estremamente “comunicativa”. Ma esistono anche interpretazioni altrettanto pregevoli, come ad esempio le tastiere dei Thinkpad di Lenovo.

Retroilluminazione, layout a isola e corsa lunga: queste le caratteristiche che rendono piacevole l’utilizzo di una tastiera

Inoltre i bottoni del mouse devono garantire un click soddisfacente, il touchpad deve consentire di usare con semplicità gesture ormai di uso comune su tablet e smartphone (tipo il pinch to zoom). Quasi tutti i costruttori, oltre ad Apple e Lenovo, si stanno adattando ad offrire componenti di qualità, ma per avere un buon compromesso fra tutto occorre investire un po’ e rivolgersi a modelli più sofisticati.
La presenza della retroilluminazione, infine, è un altro elemento molto utile soprattutto soprattutto se si utilizza il portatile al buio.

4. Orientarsi fra le specifiche hardware

Comprendere le caratteristiche di un laptop dalla valanga di specifiche che ogni modello propone non è certamente un compito facile. La configurazione di ogni laptop, comunque, può essere più intellegibile se si prendono come riferimento alcuni componenti essenziali: il tipo di CPU in equipaggiamento (che di gran lunga influisce maggiormente sul prezzo finale), il quantitativo di RAM installato, il tipo di scheda grafica impiegato e il tipo di storage impiegato (se viene adottato un comune hard disk o un SSD). Vediamo di comprendere, pezzo per pezzo, come vanno decodificati gli elementi caratteristici di un laptop:
CPU: è di gran lunga il componente che influisce maggiormente sul costo finale di un laptop, ma che al tempo stesso ne caratterizza la vocazione di utilizzo e la potenza. I modelli più economici spesso sono equipaggiati con CPU abbastanza economiche come le Intel Pentium oppure le AMD Serie E, realizzate per essere poco costose ma sufficientemente potenti per garantire un’esperienza utente decorosa. Le Intel Atom invece sono pensate principalmente per essere efficienti sul fronte dei consumi, garantendo ottima autonomia ma al tempo stesso performance non sempre soddisfacenti. I laptop più costosi e votati alla mobilità estrema impiegano invece le CPU Intel Core M, ottimizzate al massimo per i consumi e al tempo stesso più veloci delle Atom, ma non certo performanti come le CPU della serie Core (i3, i5 e i7). Le più recenti CPU Intel Skylake sono un’ulteriore evoluzione orientata alla mobilità e alla riduzione dei consumi, garantendo prestazioni nettamente superiori alle precedenti Intel Core M (nell’ordine del 40-50% in più), ma sono ancora piuttosto costose e appannaggio dei laptop top di gamma. I laptop più efficienti dal punto di vista delle performance sono equipaggiati con la 5^ generazione di CPU Intel (conosciuta come serie Broadwell) presentata ai primi del 2015.

Le caratteristiche principali di un laptop spesso sono messe ben in evidenza con adesivi sulla scocca

Se siete alla ricerca delle performance, quindi, non optate per le Intel Core M (o peggio per le Atom), piuttosto orientatevi per una Core i3 (se volete contenere il budget) oppure per una Core i5, giusto compromesso fra prestazioni e consumi. Le Core i7 sono prevalentemente orientate alle applicazioni professionali intensive e incidono in maniera consistente sul prezzo finale del laptop, ma saranno di sicuro amate dagli appassionati di videogiochi per la loro potenza estrema. Se cercate, invece, l’estrema efficienza energetica senza sacrificare troppo le prestazioni finali, tenete d’occhio le ultime CPU Skylake.
RAM: oggi come oggi, 4Gb sono considerati il minimo sindacale per un laptop moderno. Per ottenere risultati più che soddisfacenti occorre quantomeno raddoppiarne il quantitativo: 8Gb sono il quantitativo giusto per far funzionare le cose in maniera abbastanza rapida senza dover rinunciare ad usare il proprio PC in multitasking (tante finestre aperte e tante cose in contemporanea). Per gli utenti professionali o i videogiocatori incalliti, 16Gb sono quasi d’obbligo.
Flash Cache: è un componente presente soprattutto sugli ultrabook e sui laptop pensati per la mobilità. Si tratta di un complemento affiancato al tradizionale hard disk drive per velocizzare le operazioni disco. Stanno progressivamente scomparendo in favore dei più veloci dischi SSD, ormai versatili e affidabili al punto giusto per essere un must su tutti i dispositivi portatili di ultima generazione.
Dischi SSD o Hard Disk: le configurazioni più moderne e costose ricorrono ai dischi SSD, unità di archiviazione veloci e ormai sufficientemente capienti per sostituire un hard disk (generalmente almeno 128Gb oppure 256Gb e recentemente anche 512Gb). I prezzi sono progressivamente in discesa, ma un laptop equipaggiato con un disco SSD costa mediamente di più rispetto ad uno equipaggiato con un disco meccanico. Il vantaggio in termini di prestazioni però è innegabile, ottenendo miglioramenti anche del 100/200%. Sulla fascia media o bassa del mercato, troverete sicuramente un hard disk di 500Gb oppure in alcuni casi di 1Tb, in grado di offrire tanto spazio senza incidere troppo sul prezzo di acquisto.

Un disco SSD ormai è una scelta obbligata per ottenere prestazioni eccellenti e una migliore autonomia, anche a scapito di un po’ di disponibilità di spazio

Display: più pixel si hanno a disposizione, più informazioni potranno essere mostrate sullo schermo e tutto apparirà più chiaro e leggibile. Il display, come la CPU, incide nettamente sul costo di un laptop, per cui comunemente su un laptop di fascia medio-bassa, a prescindere dalle dimensioni dello schermo, troverete una risoluzione di 1366×768 pixel (risoluzione HD): considerate però che tanto più è ampio lo schermo, tanto più problematica sarà la scarsa risoluzione. I modelli da 14 e 15 pollici spesso offrono risoluzioni più alte: si parte da risoluzioni di 1600×900 pixel (abbastanza rare) fino ai panel Full HD da 1920×1080 pixel. Si ha in questo caso la stessa risoluzione ad esempio di una TV domestica, con una qualità spesso adeguata per essere display versatili sia per un utilizzo multimediale che professionale. Il prezzo dei display Full HD è in rapida discesa, occorre quindi rivolgersi preferibilmente a loro nella scelta di un laptop, anche perché sul mercato sono comparsi display con risoluzioni sempre più alte: 2560×1600 pixel (come molti smartphone di ultima generazione), 3200×1800 pixel e 3840×2160 pixel. Inutile dire che tutte le risoluzioni superiori al Full HD comportano una spesa di acquisto rilevante, ma che ricompensano nell’utilizzo quotidiano con la nitidezza e la qualità delle immagini visualizzate. Per visualizzare un film è sufficiente un Full HD, per molti scopi professionali, invece, potrebbe essere utile disporre di un display più definito. Oltre al prezzo, l’alta definizione comporta consumi nettamente più alti e quindi autonomia inferiore: i modelli di laptop ultraportatili spesso ricorrono a schermi luminosi ma con bassa risoluzione proprio per bilanciare meglio l’aspetto fondamentale dell’efficienza energetica.
Touch Screen: esclusi Chrome OS e OSX (ma sicuramente di più che in passato) che non sono particolarmente ottimizzati per un utilizzo su uno schermo touchscreen, i laptop basati su Windows 10 potrebbero trarre un certo vantaggio dalla presenza di uno schermo touchscreen. Francamente per un laptop con display fisso trovo che sia un aspetto trascurabile, mentre può avere un senso se il laptop è un modello convertibile con display che può essere rimosso e utilizzato come un tablet. Anche in questo caso, la differenza di prezzo fra uno schermo touchscreen e uno privo di questa caratteristica si sta assottigliando. Infine, sui display meglio definiti, raramente troverete questa caratteristica. Fra un display molto ben definito e un display touchscreen ma di risoluzione inferiore, a parità di prezzo, optate senza dubbio per il display con risoluzione maggiore.

Il touchscreen su un laptop non è un elemento essenziale: è comodo ma se ne può fare a meno

Scheda grafica: nella maggior parte dei casi, un laptop utilizza un chip grafico integrato (che condivide la memoria di sistema per le sue funzioni grafiche). Si tratta di una soluzione semplice ed economica, sufficiente per la maggior parte dei compiti quotidiani, come ad esempio la navigazione web, la visione di un video e anche giocare con alcuni videogame di larga diffusione. Se però si ha bisogno di maggiore potenza operativa, il laptop scelto deve avere un chip grafico dedicato, con una disponibilità di memoria separata da quella di sistema (in genere deve essere anche più veloce): tale scelta è indispensabile per i videogame più sofisticati e per le applicazioni grafiche più impegnative. In aggiunta, un laptop di ultima generazione può essere dotato di una GPU (Graphic Processing Unit), un chip dedicato e separato dalla scheda video per accelerare la riproduzione e l’editing di video. Le schede video e GPU di ultima generazione per i laptop sono prodotte principalmente da Nvidia e AMD. Un plus senza dubbio utile è quello di disporre sia di una scheda video integrata che di una dedicata (corredata eventualmente di GPU dedicata): se si intende migliorare l’autonomia del sistema e non si ha bisogno di tutta la potenza di calcolo necessaria, si ricorrerà alla scheda video integrata escludendo la sezione dedicata. Se invece si vuole sfruttare al massimo la potenza di calcolo della parte video del proprio laptop (consumando inevitabilmente di più), si ricorrerà invece alla parte video dedicata (funzione Dual Graphics).
DVD e Drive Blu Ray: la tecnologia ottica sta progressivamente scomparendo dai laptop, soprattutto dai modelli più sottili e portatili, superata da altre tecnologie (memory card e servizi di storage in cloud). Sui laptop di maggiori dimensioni, tuttavia, sono una presenza costante e utile se si intende utilizzare il proprio notebook per vedere DVD o Blu Ray. Secondo me, soprattutto quando il costruttore prevede una struttura modulare per lo chassis del notebook, è meglio optare per altri accessori: in questi casi, infatti, è possibile estrarre l’unità ottica sostituendola con un caddy per alloggiare un altro hard o una batteria supplementare per aumentare l’autonomia. Inoltre le unità ottiche aumentano il peso del computer e diminuiscono l’autonomia perché consumano molto di più di una memory card.

Le unità ottiche sui laptop stanno scomparendo: meglio sfruttare quello spazio per altri accessori

5. Scegliere un notebook classico oppure un laptop trasformabile?

Sin dal lancio di Windows 8, pensato soprattutto per migliorare l’esperienza di utilizzo dei dispositivi dotati di schermo touchscreen, molti costruttori hanno cominciato a proporre strumenti ibridi, a metà strada fra un laptop tradizionale e un tablet: il display infatti di questi laptop può essere sganciato dalla tastiera e utilizzato separatamente, proprio come un tablet. L’arrivo di Windows 10 ha certamente migliorato ulteriormente l’utilizzabilità di queste soluzioni, giacché è in grado di fornire un’esperienza utente completamente diversificata a seconda se si utilizzi il PC come un tradizionale laptop o come un tablet: in quest’ultimo caso, l’interfaccia desktop viene sostituita con una interfaccia ottimizzata per il touch, con uno start screen organizzato a tile e facile da utilizzare senza un touchscreen (interfaccia Modern UI). Microsoft ha poi investito molto in questo settore presentando un’ampia gamma di prodotti denominata Surface: gli ultimi presentati di recente (ottobre 2015) sono peraltro molto convincenti e completi e non mancheranno di dare grandi soddisfazioni agli appassionati. Esistono, comunque, numerose opzioni anche di altri costruttori: le migliori sono offerte da Asus, con la linea Transformer Book e da Lenovo con la linea denominata Yoga.

Asus Transformer Book, uno dei migliori ultrabook trasformabili del mercato: quando la tecnologia costa il giusto e offre molto.

La scelta di un desktop convertibile, tuttavia, comporta alcune rinunce: in primo luogo, per mantenere un giusto compromesso fra utilizzabilità in modalità tradizionale e portabilità in configurazione tablet, le dimensioni del display non possono eccedere gli 11”. Quindi, si avrà un tablet troppo grande per essere comodo e un laptop troppo piccolo per essere un computer da utilizzare in maniera trasversale. Inoltre, le prestazioni offerte da questi strumenti devono fare i conti con le esigenze di compattezza del design e di autonomia: in larga parte i laptop convertibili offrono oggi prestazioni decorose solo a patto di spendere molto e ricorrere alle CPU più evolute e a soluzioni di storage in SSD. Un giusto compromesso di laptop davvero molto compatto, anche se non convertibile, è il MacBook Air di Apple, che pur mantenendo un fattore di forma tradizionale, riesce ad essere eccezionalmente leggero e sottile.
In conclusione, la scelta di un laptop convertibile deve essere accuratamente pensata. Potrebbe essere molto più utile ed economico acquistare un ottimo laptop tradizionale, magari con uno schermo da 12” o 13” per mantenere un’adeguata trasportabilità, da integrare magari con un tablet piccolo e leggero, possibilmente con uno schermo da 8 pollici per non avere un duplicato inutile, come ho spiegato in un altro post.

6. Non trascurare il fattore autonomia

Per cercare di contenere il budget, molte persone tendenzialmente acquistano laptop economici, pensando che nelle condizioni normali di utilizzo potranno facilmente collegarli ad una presa elettrica, superando il limite dell’alimentazione a batteria. Per esperienza posso dirvi che è un errore di cui vi pentirete presto, perché un laptop tendenzialmente si usa nelle condizioni più disparate: sul divano di casa, a letto, in una caffetteria, in aereo, sul treno, in aeroporto oppure, quando siete a lavoro, lo dovrete portare con voi in una sala riunioni. Sono tutte condizioni in cui dovrete necessariamente portare con voi anche l’alimentatore (pesante e ingombrante) e potenzialmente potrebbe essere difficile o impossibile reperire una presa elettrica. Poi bisogna fare i conti anche con la pigrizia: non è mai piacevole dover collegare tutte le volte il laptop alla corrente e spesso il cavo dell’alimentatore non è mai abbastanza lungo per arrivare dove siete seduti (comodamente). Per questo non amo particolarmente i laptop da 15” o più grandi, che garantiscono al massimo 4 ore di autonomia, e tendenzialmente mi oriento verso laptop di 13” o 14”, che offrono in genere un autonomia di 6/7 ore, sufficienti per arrivare con qualche accorgimento a fine giornata. Se poi pensate ad un utilizzo preferenziale in mobilità, optate senza dubbio per un ultrabook, sottile e leggero da portare con voi e in grado ormai di garantire anche più di 10 ore di autonomia (come gli ultimi modelli basati sulla CPU Intel Skylake o il MacBook Air di Apple, punto di riferimento in questo senso).

Si trascura troppo spesso quanto sia importante l’autonomia di un laptop

L’autonomia dichiarata dal produttore, comunque, è un po’ come il consumo delle automobili: raramente vengono mantenute le promesse. In generale, considerate che al valore dichiarato va sottratto un buon 40% di durata per avere un’idea abbastanza precisa delle prestazioni della batteria nell’utilizzo reale.

7. Stabilite un budget

Tutti amano spendere il meno possibile per avere il meglio: è un’osservazione ovvia, ma che si adatta male all’acquisto di un laptop. In primo luogo, a differenza dello smartphone, un laptop si mantiene per più anni. E’ quindi un acquisto duraturo destinato a durare nel tempo. Per questo riflettete bene prima di acquistare un laptop “low-end” (economico): a meno che non si tratti di un secondo computer da “maltrattare” e da affiancare ad un altro notebook, non è detto che sia la scelta ideale ricorrere ai modelli entry level. Se il vostro budget è limitato, ricorrete al mercato dell’usato, dove potrete reperire modelli interessanti e con configurazioni ancora aggiornate, spendendo meno della metà di un laptop equivalente, ma nuovo.
Vediamo quali sono le principali fasce di prezzo e cosa aspettarsi in quel range di spesa:

Dai 200 ai 350 Euro: in questa fascia di prezzo è possibile acquistare numerosi modelli di Chromebook (che quindi funzionando con il sistema operativo di Google, come descritto prima) e i sistemi entry level basati su Windows. Mentre sui primi non ho riserve particolari, perché sono pensati proprio per rendere accessibile l’acquisto di un laptop semplice e leggero, sui secondi non mi sento di raccomandarne particolarmente l’acquisto. I Chromebook hanno in genere una durata della batteria migliore, sono offerti con display da 11” e 12”, adattissimi per contenere peso e dimensioni. Mentre i laptop Windows in questa fascia cercano un compromesso in termini di prestazioni adottando CPU datate o lente, offrono display spesso scadenti (spesso display da 15,6” ampi ma con bassa risoluzione) e scarsa autonomia.

Dai 350 ai 600 Euro: in questa fascia di prezzo, i laptop equipaggiati con Windows sono senza dubbio la migliore scelta. Sia che si opti per un modello sostitutivo di un desktop, sia che si preferisca un modello ultraportatile o convertibile, è possibile accedere ad una vasta scelta di prodotti soddisfacenti e performanti. Il compromesso di un prezzo accessibile, quindi, non viene ottenuto in questo segmento sacrificando le prestazioni, semmai economizzando sulla qualità costruttiva o adottando CPU non dell’ultima generazione, ma comunque perfettamente al passo con i tempi. Grazie a offerte e sconti, sia su Amazon che nei principali store di informatica, non è raro poter acquistare modelli interessanti a fine carriere a prezzi da saldo.

Dai 600 agli 800 Euro: in questo segmento di prezzo cominciano ad essere offerti numerosi modelli appaganti sia da un punto di vista estetico, di qualità costruttiva che di prestazioni. La scelta ricade ancora sui laptop Windows, perché anche a questo livello di prezzi, nessun dispositivo Apple è ancora accessibile a questo prezzo (a meno che non si ricorra all’usato). Che si tratti di un notebook classico o di un ultrabook o di un laptop convertibile, troverete senza dubbio modelli di qualità e adeguati a tutti gli utilizzi.

Sopra gli 800 Euro: ovviamente spendendo cifre ragguardevoli, si può trarre il massimo beneficio dall’offerta tecnologica attuale. In questo settore mi sento di raccomandare senza troppe remore l’acquisto di un Mac, sia che si tratti di un modello MacBook Air, pensato per essere leggero e trasportabile, sia che si tratti di un MacBook Pro, un modello (soprattutto in versione da 13,3”) fatto per essere un vero e proprio passpartou per tutte le situazioni. In questa fascia di prezzo vengono anche offerti tutti i sistemi pensati per le applicazioni professionali (workstation grafiche) e per l’intrattenimento, soprattutto per gli amanti dei videogiochi. Non c’è un vero e proprio limite di spesa.

8. Il marchio conta

Nel campo dei laptop esistono, naturalmente, delle eccellenze e ogni singolo produttore può vantare almeno una linea di prodotti particolarmente ben riuscita e degna di essere presa in considerazione. Poiché come ho già scritto un laptop è un acquisto durevole, oltre alla bontà del marchio, occorre prestare molta attenzione anche alla qualità della rete di assistenza, indispensabile per essere certi di trovare una soluzione se il vostro laptop dovesse guastarsi. Vediamo marchio per marchio quali sono le eccellenze e su cosa orientarsi.
Acer: è uno dei primi costruttori al mondo per esperienza e vanta una linea di prodotti quanto mai sviluppata, ma, secondo me, eccelle soprattutto nei modelli entry level. L’eccellente rapporto qualità/prezzo di molti modelli a basso costo lo rende una scelta appetibile se il budget che si ha a disposizione è limitato e non si vuole, al tempo stesso, rinunciare ad un prodotto di qualità. La rete di assistenza in Italia non è molto capillare e non sempre soddisfa i clienti, ma è andata migliorando nel corso degli ultimi anni.

Asus: il marchio orientale è di gran lunga quello più dinamico negli ultimi anni ed eccelle soprattutto sui modelli di fascia media e sulla linea di ultrabook trasformabili. Asus vanta poi una notevole esperienza anche nel settore dei laptop economici, avendo di fatto inventato il segmento dei netbook, oggi scomparsi in favore dei più moderni ultrabook. La rete di assistenza, come Acer, non è molto estesa, ma è senza dubbio efficiente.

Apple: i prodotti del marchio californiano da sempre svettano per soddisfazione dei clienti e affidabilità. In tutti i segmenti in cui Apple si colloca, riesce sempre ad eccellere. Anche la rete di assistenza, capillare grazie all’apertura di numerosi Apple Store sul territorio, riesce ad essere sempre efficiente e soddisfacente. Unica controindicazione: il prezzo, sempre mediamente più alto di tutti i competitor.

Lenovo: l’eccellenza del marchio cinese è nel settore dei laptop professionali a marchio Thinkpad, da sempre sinonimo di affidabilità e robustezza, anche se non propriamente a buon mercato. In tempi recenti, Lenovo ha introdotto la convincente serie di ultrabook denominata Yoga, prodotti assolutamente ben realizzati e soddisfacenti. Meno convincenti sono i prodotti più entry level, dove altri costruttori, a mio avviso, fanno leggermente meglio. La rete di assistenza è abbastanza sviluppata, anche se non sempre all’altezza dei prodotti.

HP: marchio storico nel campo dei laptop, negli ultimi tempi la sua gamma non ha retto il confronto con altri marchi più dinamici (Dell e Asus), ma sta recuperando terreno soprattutto nel campo dei Chromebook e dei portatili professionali. La rete di assistenza è eccellente e molto diffusa sul territorio.

Dell: benché meno diffusa in campo consumer (i prodotti del marchio americano si acquistano in genere solo online), Dell vanta una notevole esperienza e un’ottima reputazione nel campo dei laptop professionali e per le workstation dedicate agli amanti dei videogame. L’affidabilità e la qualità costruttiva sono uno dei punti di forza, mentre la rete di assistenza, benché indiretta (occorre spedire il prodotto guasto al loro centro di assistenza), è sempre efficiente e soddisfacente.

Samsung: fra i costruttori elencati è il marchio più giovane nel campo dei laptop, anche se sono già alcuni anni che propone prodotti di buon livello. A mio avviso, i Chromebook Samsung sono un punto di riferimento, come anche i laptop di fascia media. I laptop di fascia alta soffrono la concorrenza di marchi più affermati, anche in considerazione del loro prezzo, non propriamente economico. La rete di assistenza, grazie alla grande diffusione degli smartphone del marchio coreano, è molto ben diffusa, anche se non sempre del tutto soddisfacente.

Sony: la linea Vaio è probabilmente uno dei punti di eccellenza di questo affermatissimo marchio giapponese, con delle punte di eccellenza soprattutto sui prodotti top di gamma. In termini di qualità costruttiva, molti prodotti Sony contendono ad Apple la leadership nel settore dei laptop premium. La rete di assistenza è capillare ed efficiente.

9. Nuovo o usato?

Ho già anticipato prima alcune considerazioni riguardo al budget da destinare all’acquisto di un laptop. Piuttosto che rivolgersi a modelli nuovi ma dotati di configurazioni insoddisfacenti, preferisco suggerire sempre di ricorrere all’ampio mercato dell’usato, dove è facile acquistare prodotti delle linee professionali (quindi più robuste e affidabili) ricondizionati e in ottime condizioni, per la metà del prezzo richiesto per il nuovo. Se volete approfondire l’argomento, ho pubblicato un post dove consiglio come acquistare un notebook usato.

10. Solo Wi-fi o con modem integrato?

Per chi utilizza il laptop sempre in movimento, la presenza di un modem 3G/4G integrato, con scheda SIM da inserire, sarà senza dubbio una tentazione innegabile. Sono pochi i laptop dotati di questo optional e spesso richiedono un notevole aumento del budget da impiegare per l’acquisto. Se per un tablet è indispensabile avere una connessione costante a Internet, per un laptop il discorso è diverso, perché più ragionevolmente verrà impiegato con il wi-fi per connettersi a Internet. Perché allora non destinare il proprio budget investendo su altre caratteristiche hardware e non acquistare invece un router wi-fi portatile? In un altro post, ne propongo una rassegna completa che senza dubbio vi fornirà una connessione a Internet stabile e in tutte le circostanze in cui non avrete a disposizione una connessione wi-fi stabile.

Un router wifi portatile è la soluzione migliore per consentire una connessione costante al nostro laptop anche in mobilità

Conclusioni

Non ho intenzionalmente approfondito tutti gli aspetti caratteristici del mondo dei laptop per contenere ragionevolmente la lunghezza di questo post. Lo scopo era quello di fornire gli elementi di riflessione più importanti e caratteristici di questi prodotti. Se vi è piaciuto questo articolo, seguitemi sulla mia pagina Facebook e sul mio profilo Google+.

Crediti

Parte di questa recensione è liberamente ispirata all’articolo “Laptop Buying Guide: 8 essential Tips” del sito Laptopmag.com. Alcune considerazioni s CPU e configurazioni sono state ricavate dall’ottimo articolo presente su Geek.com. Per le recensioni più aggiornate sugli ultimi modelli usciti, vi invito inoltre a visitare la sezione Hardware di HDBlog.it.

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Esperto di sistemi operativi e soluzioni Microsoft per le aziende, ma anche appassionato di viaggi, automobili e di politica internazionale. Mi occupo di Information Technology da oltre 20 anni.