Grazie al nuovo standard industriale di ricarica wireless, è possibile mantenere uno smartphone carico senza essere costretti a connetterlo ad un cavo microUSB. Ma come funziona questa tecnologia? Davvero può sostituire il meccanismo di ricarica tradizionale? Ed è davvero sicura?

La ricarica wireless

Prima di esaminare quali dispositivi supportino la ricarica senza fili e quali caricabatterie sono disponibili sul mercato, cercherò di spiegare in modo piuttosto semplice come funziona questa tecnologia. Prima di tutto, occorre chiarire che non si tratta di una caratteristica inventata da un singolo produttore per un solo caricabatterie, ma di un vero e proprio standard industriale ideato dal Wireless Power Consortium e denominato Qi wireless power, a cui molti produttori di tablet e smartphone hanno deciso di aderire. Questa considerazione è importante, perchè implica che un singolo caricabatterie potrà alimentare molti diversi dispositivi: non dovremo quindi utilizzare un dispositivo di ricarica diverso, ma sempre lo stesso. Trattandosi quindi di uno standard e funzionando sempre allo stesso modo, sarà sufficiente acquistare un caricabatterie wireless con tecnologia Qi per poter alimentare un dispositivo abilitato a questa tecnologia.

Un solo caricabatterie per tanti dispositivi, senza dover usare cavi di connessione: questo è il vantaggio di un caricabatterie wireless

E’ possibile alimentare un dispositivo non abilitato con tecnologia Qi?

Utilizzando alcune cover specifiche è possibile adattare un buon numero di smartphone a funzionare in questa modalità. Il costo medio di questi accessori è abbastanza contenuto: con circa 10-15 Euro è possibile acquistare gli accessori necessari per la ricarica wireless.

Con una cover specifica, è possibile adattare anche uno smartphone non compatibile con la tecnologia Qi ad essere ricaricato senza fili. Nella foto: un adattatore per iPhone 5

Come funziona il procedimento di ricarica wireless?

Il sistema di ricarica wireless Qi funziona accoppiando due filamenti di ricarica (in inglese coil) e connettendole fra loro tramite un procedimento di induzione magnetica, che consente il trasferimento di energia fra la stazione di ricarica e il dispositivo. La base di ricarica è fisicamente connessa alla rete elettrica e trasferisce alla sua bobina interna l’energia elettrica necessaria, che, a sua volta, verrà trasferita con il processo di induzione magnetica sopra descritto questa quantità di energia all’altra bobina presente sul dispositivo da ricaricare.
In una prima fase il quantitativo di energia trasmesso è molto piccolo ed è necessario solo per mettere in comunicazione i due sistemi e verificare, quindi, che funzionino secondo lo standard Qi. Quando il procedimento si conclude, il quantitativo di energia trasmesso dalla base aumenta e il filamento presente nel dispositivo ricevente converte questa energia magnetica in energia elettrica, ricaricando la batteria del dispositivo.
La potenza di uscita della bobina presente nel dispositivo in ricarica è accuratamente controllata da un chip che verifichi i livelli di potenza generata, in maniera tale che non siano superiori a quelli normalmente erogati da un tradizionale caricabatterie da parete: eventualmente, il livello di energia generato viene proporzionalmente diminuito per evitare di sovraccaricare o danneggiare la batteria dello smartphone. Quindi, se il trasformatore del vostro dispositivo è progettato per erogare 5V ad 1000 mAh (milliampere per ora), un caricabatterie wireless Qi erogherà una potenza leggermente inferiore, pari a circa 700 mAh per poter funzionare in piena sicurezza.
In termini pratici, la procedura di ricarica consiste semplicemente nell’appoggiare il proprio dispositivo sulla stazione di ricarica, senza essere costretti a connettere alcun connettore. Ikea, ad esempio, sta ideando tutta una serie di mobili o lampade da tavolo, dotate di una piccola stazione di ricarica su cui appoggiare il proprio smartphone: si tratta di un’idea geniale che semplifica il procedimento di ricarica dei proprio dispositivi.

La ricarica wireless è un procedimento estremamente semplice: si appoggia lo smartphone sul caricatore e inizia a caricarsi

Come abilitare il proprio smartphone a funzionare con una stazione di ricarica wireless Qi

Se avete a disposizione uno smartphone o un tablet di ultima generazione già predisposti per funzionare con un caricabatterie wireless Qi, non dovrete ovviamente fare nulla. Per controllare se il vostro smartphone supporta questa tecnologia, dovrete solo verificare se fra le caratteristiche tecniche comunicate dal costruttore siano riportare queste diciture: “Qi Integrated” oppure più semplicemente (in inglese) “wireless charging built-in”.
Un esempio di smartphone equipaggiati con tecnologia Qi: Google Nexus 4 e 5, il tablet Google Nexus 7, il Samsung Galaxy S6 e il Samsung Galaxy Note 4 (con una cover specifica). Nel caso di quest’ultimo telefono, vedrete fra le sue caratteristiche riportata la dicitura “Qi Ready”: in altre parole, lo smartphone è predisposto per la ricarica wireless ma non lo fa in modo nativo senza accessori specifici.
Per i telefoni “Qi Ready” dovremo quindi aggiungere un accessorio che lo doti di una bobina specifica di ricarica in grado di dialogare con una stazione di ricarica wireless. Uno dei primi caricabatterie wireless presentati sul mercato è stato il RAVPower RP-WCN7, che è in grado di alimentare sia i dispositivi “Qi Ready” sia i dispositivi “Qi Integrated”. Sarete sorpresi dal numero di smartphone che supportano questa tecnologia, che non è affatto una novità: solo però negli ultimi tempi si sta facendo largo sul mercato grazie ad una maggiore disponibilità di prodotti di ricarica. Per un elenco aggiornato di dispositivi conformi allo standard Qi, potete consultare direttamente le pagine del consorzio.

Prezzo: EUR 24,29
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  • Utilizza bobina e chip di alta qualità, design moderno.
  • Carica lo smartphone compatibile con Qi in modo veloce, efficace e sicuro.
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  • Dopo la ricarica si spegne automaticamente e consuma poca potenza elettrica in modalità di standby.
  • L'indicatore a LED mostra l'attività della ricarica.
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Se il vostro dispositivo è fra quelli previsti come “Qi Ready” potreste dover ricorrere ad alcuni kit di terze parti che permettono di installare una bobina di ricarica a contatto con la batteria. E’ questo il caso ad esempio del Galaxy Note 2 o del Galaxy SIII: si tratta però di procedimenti piuttosto semplici e ben documentati. In altri casi occorre acquistare una back cover posteriore (come nel Galaxy Note 4) che sia dotata della bobina wireless che va a contatto direttamente con la batteria.

Un telefono “Qi ready” ha bisogno di una cover specifica oppure di un piccolo adattatore per poter funzionare. Nella foto: alcuni esempi di adattamento per un Galaxy Note 4
Questo adattatore si applica fra la batteria e il contatto di ricarica del telefono, per rendere compatibile il Galaxy Note 4 con un caricabatterie wireless
Anche il diffusissimo Galaxy Note 2 dispone di un adattatore per renderlo compatibile con la ricarica wireless
Se si vuole rendere compatibile un iPhone con la ricarica wireless, occorre scegliere una custodia opportunamente adattata

Quali sono i migliori caricabatterie wireless?

Conclusioni

La tecnologia è ormai affidabile e presenta numerosi vantaggi rispetto ad un caricabatterie tradizionale. Vediamo in sintesi pregi e difetti:

Pregi

  • I nuovi telefoni vengono equipaggiati già con le bobine wireless integrate e non richiedono alcun intervento. Spesso vengono già forniti di un caricabatterie wireless Qi.
  • I vecchi telefoni “Qi Ready” possono essere adattati senza grossi sforzi: occorre solo acquistare un “retrofit” per installare la bobina di ricarica e, naturalmente, un caricabatterie wireless Qi.
  • Il funzionamento è semplicissimo e non richiede particolari procedure
  • I caricabatterie Qi sono universali: funzionano con tutti i dispositivi abilitati
  • Un caricabatterie Qi può alimentare telefoni e dispositivi di tutte le dimensioni. A differenza dei caricabatterie da parete, non dovrete controllare quanti mAh erogano.
  • E’ una tecnologia economia: un caricabatterie wireless si può acquistare per meno di 30 Euro

Difetti

  • Il processo di induzione magnetica genera calore: è una controindicazione comune a tutte le tecnologie wireless (Wi-fi compreso). L’aumento del calore comporterà inevitabilmente una riduzione della vita della batteria del vostro smartphone.
  • Utilizzare questa tecnologia su batterie completamente scariche può essere controproducente per la vita della batteria: è consigliabile connettersi ad un caricabatterie wireless quando la carica residua è, orientativamente, pari a circa il 40%. La ricarica wireless funziona magnificamente quando, ad esempio, collegherete il telefono a batteria parzialmente carica: in questo caso il procedimento sarà rapido e non creerà stress inutile per la vostra batteria.
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Esperto di sistemi operativi e soluzioni Microsoft per le aziende, ma anche appassionato di viaggi, automobili e di politica internazionale. Mi occupo di Information Technology da oltre 20 anni.