Acquistare uno smartphone cinese, possibilmente pagandolo a prezzi da saldo, è la tendenza ormai consolidata del 2016. Negli ultimi tempi, fa più notizia un nuovo uscito della gamma Xiaomi o Meizu, rispetto ad un top di gamma di un marchio blasonato come Sony.

Il successo di questi prodotti è meritato? Esistono ancora dei rischi nell’acquisto?

Gli smartphone economici cinesi Android sono sicuramente adatti ad un vasto pubblico, anche in considerazione del prezzo di acquisto spesso vantaggioso, ma non sono dispositivi per tutti.

Perché non sono per tutti?

Iniziamo dalla prima e non sempre marginale difficoltà: il firmware di molti smartphone cinesi non è tradotto in italiano. Se è presente una traduzione, spesso è lacunosa o incompleta. Per essere tranquilli, dovete avere una buona dimestichezza con la lingua inglese. Questa regola, ovviamente, non vale per tutti i produttori, che anzi stanno facendo grossi sforzi per migliorare sotto questo aspetto. Però siamo ancora lontani da ciò che si può ottenere da marchi più affermati sul mercato italiano.

La traduzione in italiano ancora è un problema per molti smartphone cinesi

Veniamo al secondo punto, che molto ha a che fare con il primo: la mancanza di Google Play Store e delle principali App Google come Gmail, Foto o Maps. Non tutti i modelli ne sono afflitti e per tutti è sempre possibile (con una procedura non sempre intuitiva) trovare una soluzione, ma questa scelta di non includere nella ROM del telefono la suite Google è molto legata alla realtà del mercato cinese. Lì infatti sono molto diffusi servizi diversi e, soprattutto, esistono molti Store dedicati ad App ben localizzati in lingua cinese. Includere lo store e le App di Google significa riconoscere al gigante di Mountain View il pagamento di una royalty. Ecco quindi perché li trovate senza e soprattutto zeppi di applicazioni in cinese, spesso difficili da rimuovere. Se non avete un PC e, soprattutto, confidenza con strumenti tipo Odin e similari, non avventuratevi, dovrete chiedere aiuto ad un amico esperto.

In molti smartphone cinesi manca Google Play Store, un’assenza non da poco se non avete grande familiarità con il modding

MIUI-8-China-Developer-ROM-6.3.30-is-out-Full-changelog-and-download-681x600

Terzo punto, anch’esso non marginale, è l’assenza della banda a 800 MHz nelle connessioni LTE. Letta così questa informazione, dice poco. In realtà si tratta di un’assenza piuttosto importante per gli utenti dell’operatore Wind, che sfrutta appunto queste frequenze. In aree coperte anche da 3G tutto sommato si può sopravvivere. Ma cosa accadrà in futuro quando verranno dismesse per fare posto al più moderno protocollo LTE?

L’assenza della banda a 800 MHz per le connessioni LTE può essere un serio ostacolo per gli utenti Wind

Perché manca? Semplice, in Cina il funzionamento a 800 MHz non è previsto.

Ultimo punto da considerare, infine, è la garanzia: ovviamente se sceglierete un rivenditore in Italia o in Europa, ne risponderà lui direttamente. Se invece importerete direttamente lo smartphone, anche potendo risparmiare qualche decina di euro, dovrete occuparvi di pagare anche eventuali dazi doganali (di cui spesso è difficile capire l’entità) e mettervi il cuore in pace se il dispositivo si rompe. Rimandarlo in Cina sarebbe troppo costoso.

Se si rompe e lo avete acquistato dalla Cina, probabilmente non vi resta che buttare il vostro smartphone

Perché comprarli quindi?

Se siete utenti consapevoli e i tre punti di cui sopra non vi spaventano, potrete acquistare prodotti con hardware fantastico a prezzi da saldo. Ram, storage, ma anche display, fotocamere e design sono spesso al top, proprio per contrastare la concorrenza, che sul mercato cinese è molto agguerrita. Spesso, poi, questi smartphone sono anche Dual Sim, a tutto vantaggio della flessibilità e dell’economia di utilizzo.

Xiaomi Mi5, uno smartphone bellissimo, qui a paragone con iPhone 6S. Non teme confronti per hardware e prestazioni, ma non è pronto per l'uso.
Xiaomi Mi5, uno smartphone bellissimo, qui a paragone con iPhone 6S. Non teme confronti per hardware e prestazioni, ma non è pronto per l’uso.

Avrete probabilmente anche la libertà di configurarli nel modo migliore possibile, per adattarsi perfettamente alle vostre esigenze.

Tutto questo, ovviamente, richiede tempo e un pizzico di competenza. Pensateci bene, quindi.

La competenza richiesta per questi prodotti è elevata: in cambio, però, potete avere prodotti fantastici.

Quali modelli scegliere

Ho volutamente inserito in questa rassegna solo pochi modelli, molto rappresentativi delle potenzialità di questi prodotti e per dare un’idea delle caratteristiche generali degli smartphone cinesi. Si tratta di una selezione di “best buy”, prodotti che ovviamente consiglio a condizione di dare ascolto alle mie precedenti osservazioni.