Che cos’è un NAS? Cosa vuol dire? La sigla NAS significa Network Attached Storage (unità di memorizzazione dei dati collegata ad una rete). Molti produttori di router wi-fi, hard disk esterni e anche dispositivi di home theatre offrono funzionalità di NAS. I dispositivi NAS sono certevolte classificati come Personali, Locali o Cloud.

Come lo stesso nome implica, se un’unità NAS è collegata alla tua rete locale domestica è possibile memorizzarci sopra file di ogni tipo, esattamente come avviene con un comune hard disk: un NAS però svolge molti altri compiti e servizi. Tipicamente, un NAS è un dispositivo dotato di un hard disk di grande capacità (a partire dai 2TB in sù), ma può anche consistere di un dispositivo pensato ad un’altra funzione (come un router wi-fi) a cui può essere collegato tramite porta USB un hard disk esterno.

Un hard disk esterno collegato al router è una forma (semplificata) di NAS

A cosa serve un NAS?

La popolarità delle unità NAS è cresciuta notevolmente nel tempo poiché l’esigenza di memorizzare ed accedere a grandi libreria di file digitali è progressivamente cresciuta un po’ per tutti gli utenti. Su una rete domestica vogliamo infatti fare lo streaming di video o file musicali oppure utilizzare player multimediali, Smart TV o player Blu Ray che si poggino su un’unità NAS e da cui attingere i contenuti necessari: a beneficiarne, quindi, non sono solo i PC, i Laptop, ma un po’ tutti i dispositivi, compresi Smartphone e Tablet.

Il NAS, in gergo tecnico, agisce come “media server”, agevolando l’accesso ai file multimediali a tutti gli altri dispositivi eventualmente compatibili: che si tratti di video o di audio, non ha molta importanza; l’importante è trovare un dispositivo di memorizzazione dei dati sufficientemente veloce e capiente sulla rete.

Tra le funzioni più apprezzabili di un NAS vi è, spesso, anche quella di essere accessibile remotamente attraverso un comune browser web, soprattutto quando si è lontani da casa: è possibile quindi vedere da Internet foto, video e ascoltare musica che è salvata sul NAS, semplicemente usando una comune pagina web. Tecnicamente stiamo realizzando, in forma molto semplificata, una forma cloud personale: alla resa dei conti, può anche essere una scelta vantaggiosa in termini produttivi per un piccolo ufficio o un’azienda.

Come funziona un NAS?

Molti dispositivi NAS richiedono, per funzionare, l’installazione di un software specifico per funzionare. Questo software può essere richiesto per connettersi, per agevolare l’upload dei file oppure per governare in maniera più semplice il backup dei dati.

A onor del vero, se si ha un PC o un laptop con Windows o OSX a bordo, questo non è sempre necessario. Un NAS può essere visto come una comune risorsa di rete che espone una serie di cartelle condivise. E’ più comune che tablet e smartphone, invece, richiedano un supporto aggiuntivo da ottenersi attraverso una App che può essere scaricata (spesso gratuitamente) dal play store.

In ogni caso, i NAS più sofisticati offrono tutte queste funzioni anche utilizzando un browser web, vantaggio che limita notevolmente l’esigenza di installare nuovi software sull’unità interessata.

Il vantaggio di memorizzare sul NAS una libreria multimediale

Il primo vantaggio che mi viene in mente nell’utilizzare il NAS è facile da intuire: per condividere file multimediali su una rete non è necessario tenere il computer acceso.

Il secondo vantaggio, altrettanto evidente, è che los pazio a disposizione su uno smartphone o su un tablet può essere limitato: avere a disposizione una fonte di dati multimediali con spazi così ampi può voler dire di poter contare su migliaia di canzoni e foto e diverse centinaia di film e serie TV.

Il terzo vantaggio è quello di poter centralizzare l’archiviazione di foto, video, immagini e documenti di ogni altro tipo in un unico posto centralizzato. Questo rende accessibile un gran quantitativo di file memorizzati sul NAS (magari visibili anche secondo un modello di permessi diverso per tutti gli utenti della rete) anche quando si è lontani da casa. E’ un vantaggio assimilabile (anzi del tutto somigliante) a quello che realizziamo sottoscrivendo un piano cloud con Dropbox o con Onedrive, ma senza i limiti di spazio imposti da queste soluzioni.

Punto di forza, quindi, delle soluzioni più moderne di NAS è proprio quello di rendere accessibili da Internet i file memorizzati. Tuttavia, la riproduzione di video e file musicali può richiedere uno sforzo aggiuntivo: una riconversione in tempo reale del formato del file audio o video (trasformandolo in un file più piccolo o con codec audio/video compatibili), fruibile magari da uno smartphone e, soprattutto, rispettoso della banda in upload disponibile.

Quest’ultimo fattore non va assolutamente trascurato se collegate un NAS alla vostra ADSL, dovrete fare i conti con le limitate capacità di upload della vostra rete, che renderà l’utilizzo da remoto abbastanza difficoltoso. Andrà molto meglio se potrete disporre di un collegamento in fibra ottica (VDSL) che garantisce una banda accettabile anche per riprodurre da remoto un video (almeno 10 Mbps).

Un dispositivo NAS che sia certificato come “media server” DLNA consente di realizzare quanto ho descritto sopra con relativa facilità, a condizioni però che il terminale impiegato per connettersi sia ugualmente compatibile con questo protocollo. Il che è molto comune se si ha un PC con Windows o un Mac, lo è un po’ meno se si usa un tablet o uno smartphone. Comunque esistono centinaia di App per questo scopo sia su Android che su iOS.

Streamign semplificato e gestione dei codec “particolari”: è uno dei compiti più impegnativi di un NAS

Infine, anche se non è un argomento che appassiona gli utenti, un NAS è una risorsa preziosa per effettuare il backup dei dati in manuale o in automatico. Senza considerare, poi, le personalizzazioni del software specifiche per supportare le soluzioni di backup proprietarie come Apple Time Machine: tutte risorse preziose che fanno risparmiare tempo.

Perché non scegliere un NAS

Un NAS costa inevitabilmente di più di un comune hard disk esterno ovviamente a parità di capienza. Un NAS non troppo sofisticato o con un software di gestione troppo vecchio può non essere del tutto compatibile con il prima descritto protocollo DLNA. Il che lo rende invisibile a tutta una generazione di dispositivi di riproduzione multimediale che ormai si diffondono sempre di più nelle nostre casa: riproduttore di rete, Smart TV, MiniPC Android, tradizionali (ma sempre efficienti) computer media center basati su Windows e, perché no, anche Apple TV.

Un unico punto di accesso per tutti i file della rete: è uno dei vantaggi principali di un NAS.

Tuttavia il discorso cambia molto con le periferiche di ultima generazione: in tal caso i vantaggi sono consistenti e, se ci si può permettere l’acquisto, potrebbe essere una soluzione davvero “smart” per la propria rete domestica.

Cosa cercare in un NAS

Facilità di utilizzo: per chi ancora temesse le possibili difficoltà da fronteggiare nell’utilizzo di una rete domestica, potrebbe cambiare idea utilizzando un NAS di nuova generazione. Grazie a software di gestione sempre più evoluti e completi, ormai i passaggi necessari per configurare e rendere immediatamente funzionanti e operative queste unità sono davvero pochi e facilmente comprensibili a utenti di ogni tipo di preparazione tecnica. Il trasferimento dei dati, poi, non è più un problema neanche da smartphone o tablet, grazie alle App spesso messe a disposizione dai produttori e di cui ho parlato prima.

Inoltre, se si organizzano bene i file in cartelle, è facile condividerli con i propri familiari e amici grazie a funzionalità sempre più evolute di condivisione. Al limite, il tutto può avvenire anche semplicemente attraverso una pagina web, se il software del NAS lo consente.

Non tutti i NAS ovviamente hanno software virtuosi o facili da usare: ma per questo è possibile affidarsi alle recensioni online di chi ha avuto modo di provarli, che spesso siti come Amazon pubblicano.

C’è poi un aspetto importante da considerare. Anche se voi personalmente potete disporre di una buona conoscenza del mondo dell’IT, magari non è lo stesso per i vostri familiari, o i vostri colleghi di lavoro se utilizzate un NAS per il lavoro. Un NAS deve essere semplice, deve esporre un sito web e delle pagine web facili da capire e da usare. E’ parte integrante del prezzo.

Accesso remoto ai file: la possibilità di accedere da Internet ad una libreria centralizzata di file multimediali e documenti è senza dubbio una delle caratteristiche più importanti dei NAS di ultima generazione. Comodo anche per vedere le fotografie scattate e memorizzate per backup, per vedere da remoto un film o una serie TV oppure ascoltare la musica preferita.

Alcuni prodotturi mettono a disposizione un’interfaccia web per accedere a tutto questo, altri sviluppano applicazioni specifiche per Android o iOS: soluzione, quest’ultima, che consente anche in certi casi di fare il backup delle foto scattate dallo smartphone in tempo reale; una funzionalità che consente senza dubbio di risparmiare molto su soluzioni di cloud proprietarie come Dropbox e mettere a disposizione tanto spazio.

Ovviamente per sfruttare a pieno queste funzionalità occorre disporre di una banda in upload decorosa: 1 Mbps generalmente offerti da una comune ADSL domestica non sono sufficienti, ma se si dispone di un collegamento in VDSL (fibra ottica per intenderci) con almeno 5/10 Mbps tutto diventa possibile.

L’accesso da Internet ai file del NAS è una delle caratteristiche ormai più importanti di questo genere di dispositivi.

Condividere file: se vuoi comprare un NAS, probabilmente hai intenzione di condividere la tua libreria multimedia e i tuoi file almeno con i tuoi familiari e utenti domestici.

In ogni caso, un archivio centralizzato permette in ogni caso a più dispositivi diversi di accedere alla libreria: smartphone, tablet, player multimediali di rete, Smart TV con connessione wi-fi, media center, MiniPC Android, Apple TV oppure un comune PC o laptop.

Alcuni NAS, poi, hanno funzionalità interessanti di condivisione dei file con i servizi cloud più diffusi: in genere Dropbox, ma anche Flickr (per le foto), Facebook e altro ancora.

Se poi il NAS è effettivamente compatibile con il protocollo DLNA potrà funzionare senza problemi come media server. Le periferiche DLNA sono in grado di scoprire automaticamente gli altri nodi sulla rete: verranno visualizzate direttamente attraverso un elenco da cui poi sarà possibile accedere ai file presenti senza alcuna forma di configurazione aggiuntiva. Perché tutto questo sia possibile, sulla confezione deve essere riportato il logo DLNA oppure essere indicata come funzionalità fra le caratteristiche tecniche del prodotto.

Il logo DLNA attesta la conformità allo standard: il NAS può funzionare come media servere e interfacciarsi, senza configurazione, a tutti gli altri terminali della rete.

Backup del computer facilitato: la gente non ama fare backup, anche se tutti sono coscienti dell’importanza di questa operazione. L’utilizzo di un NAS per questo scopo è senza dubbio uno degli utilizzi più intelligenti che se ne possono fare soprattutto quando il proprio PC si guasta. un NAS ben concepito mette a disposizione uno o più strumenti di backup che semplifichino queste operazioni, mettendoli a disposizione di tutti i computer della rete domestica.

Molti NAS, in ogni caso, sono del tutto compatibili con il programma di backup che già utilizzi. Se non ne hai uno, probabilmente il NAS te ne metterà a disposizione uno. Altrimenti il mercato offre centinaia di soluzioni validi, spesso anche gratuite. In ogni caso un buon programma di backup deve preferibilmente funzionare in automatico, scegliere intelligentemente solo ciò che va salvato oppure deve essere in grado di effettuare una copia replicata di tutto il sistema (clonare il disco in poche parole).

Effettuare il backup del proprio computer è senza dubbio uno degli utilizzi più intelligenti che si può fare del proprio NAS.

Capacità di archiviazione: per essere utile un NAS deve mettere a disposizione molti terabyte di spazio (ricorda: 1 Tb equivale a circa 1000 gigabyte). Possono sembrare spazi immensi, ma considerando la domanda vorace e costante di spazio richiesto per archiviare ad esempio le nostre foto in alta risoluzione scattate a 16 megapixel, oppure dalle dimensioni importanti dei video registrati a 1080p, oppure più semplicemente dallo spazio richiesto da file musicali e video, un NAS in definitiva deve offrire almeno 2/3 Tb di spazio per essere utile. Considera poi lo spazio occupato anche dai backup di tanti PC contemporaneamente. Lo spazio si esaurirà presto.

Prima di comprare un NAS, quindi, bisogna pensare con molta attenzione alle potenziali esigenze di spazio richieste: un indizio potrebbe anche solo quellod i sommare lo spazio richiesto dalle varie librerie di file presenti su più computer e raddoppiarlo per garantire una crescita nel futuro. In ogni caso non conviene mai scendere al di sotto del valore che ho indicato prima.

Lo spazio è un elemento chiave di un buon NAS

Capacità di espandibilità futura: con la crescita continua dello spazio occupato dai tuoi file, diventa logicamente un valore la possibilità di espandere ulteriormente (o aggiornare) la capacità di archiviazione di un NAS. In genere i dispositivi NAS che utilizzano un hard disk SATA come unità primaria, spesso mettono a disposizione un alloggiamento aggiuntivo per un hard disk aggiuntivo. Se il tuo intento è quello di garantirti la massima espandibilità futura, scegli un NAS di questo tipo. Altrimenti è possibile utilizzare le connessioni esterne di un’unità NAS: USB 2.= o 3.0, porta eSATA. Collegheremo a una di queste porta un’unità a disco esterna che entrerà a far parte del pool di risorse messe a disposizione dal NAS.

Affidabilità: un NAS deve essere affidabile. Se un NAS ha problemi di connettività o problemi software, potrebbe rendere indisponibili i tuoi dati. Gli hard disk impiegati sul NAS devono essere anche specifici o quanto meno sufficientemente affidabili per poter garantire una lunga durata nel tempo e, soprattutto, essere in grado di sopportare il fatto di rimanere accesi 24 ore su 24. Un NAS non dovrebbe mai perdere i dati ed essere concepito in maniera tale di sfruttare le opportune tecnologie RAID e impiegare componenti e tipologie di alimentatori particolarmente affidabili.

I dati su un NAS devono essere al sicuro, sia dalle intrusioni sia dai potenziali guasti dell’unità.

Velocità di trasferimento dei file: alcuni NAS sono in grado di trasferire file più velocemenye di altri. Trasferire ad esempio il file di un film in alta definizione da 10Gb oppure un’intera libreria musicale può richiedere ore (o giorni) su un dispositivo troppo lento. Oltre alla velocità massima garantita dalla rete (ethernet se si usa un cavo, wi-fi se si usa una connessione wireless), il NAS deve gestire in modo rapido più accessi contemporaneamente (deve quindi essere dotato di una CPU ragionevolmente potente), deve sfruttare al massimo la banda di trasferimento dei dati con i propri hard disk e deve essere sufficientemente performante per alimentare lo streaming di un file in alta definizione. Insomma, le prestazioni per questo tipo di periferiche contano.

Funzionalità aggiuntive esclusive: molte unità NAS hanno una connessione USB alla quale è possibile anche connettere una stampante USB o uno scanner. Per la verità di tratta di una funzione molto comune anche su tanti router wi-fi. Connettere una stampante ad un NAS la trasforma in una stampante di rete che può essere condivisa agevolmente fra tutti i computer della rete.

La gestione dello spazio in un NAS

Uno dei fattori, che ho elencato precedentemente, di maggiore interesse su un NAS è, senza dubbio, lo spazio a disposizione. I NAS più semplici possono magari ospitare al massimo un solo hard disk: il tutto, quindi, si limita alla singola capacità del disco utilizzato. Come ho già spiegato, al giorno d’oggi ha senso impiegare un NAS che offra almeno 3/4 Terabyte di spazio, anche considerando il volume di dati abitualmente scambiato su una rete domestica. Quindi, anche tenendo conto le esigenze di backup di qualche PC domestico, si avrà necessità (solo per questo servizio) di almeno 1/2 Terabyte.

Chiaramente le esigenze si moltiplicano se dovete raccogliere un gran quantitativo di serie TV, film e file musicali: allora uno spazio di almeno 6/8 Terabyte diventa quasi essenziale.

Le esigenze di storage aumentano continuamente: se si deve prevedere quanto spazio dovrà offrire un NAS, meglio pensare in grande.

Ancora maggiori possono essere le esigenze di un piccolo ufficio o di un gruppo di lavoro: in genere si dovrebbero prendere in considerazione unità nas non più piccole di 10 Terabyte, ma cominciano a diventare piuttosto comuni anche soluzioni intornoa i 20 Terabyte.

Le organizzazioni più grandi, poi, potrebbero adottare soluzioni più grandi: spesso si impiegano server Linux o Windows in grado di controllare interi “array” di dischi oppure soluzioni che raggruppano più di un’unità NAS. Non manca l’offerta sul mercato, giacché le esigenze di storage si moltiplicano continuamente.

Quanto costa un NAS

Per acquistare un modello NAS piuttosto economico in,  genere, si spende qualcosa di più rispetto ad un comune hard disk esterno USB: dai 150 Euro in su, tenendo contro della capacità disco offerto.

Un modello particolarmente interessante di NAS è senza dubbio WD My Cloud Network, la cui configurazione parte da 2Tb parte da meno di 140 Euro. Viene offerto anche in configurazione da 3Tb, 4Tb, 6Tb e 8Tb.

Con una gamma che parte da 140 Euro (circa) e arriva fino a 340 Euro (circa), il WD My Cloud è un'ottima soluzione di NAS per la casa.

 

Esistono poi valide alternative che dispongono di un doppio alloggiamento dell’unità a disco, che consente o di ottenere il doppio dello spazio nominale oppure di utilizzare le funzioni di RAID per garantire la massima sicurezza di utilizzo (metà spazio a disposizione in questo caso).

Il WD My Cloud Network viene offerto anche in versione "dual drive", che parte da 4Tb, ma che viene offerto anche nei tagli da 6Tb e da 8Tb: in ogni caso, spesso, sono disponibili anche tagli superiori. Ovviamente lo spazio va dimezzato se si intende utilizzare la funzionalità di "mirroring" offerta dall'unità, che consente di deduplicare il contenuto sull'unità a disco secondaria.

Il WD My cloud network, grazie ai due hard disk integrati, offre o più spazio o più sicurezza: a te la scelta.

Le due porte USB 3.0 consentono anche di collegare ulteriori due dischi rigidi esterni per aumentare ulteriormente lo spazio a disposizione.

Oltre alla porta Ethernet anche due porte USB 3.0 a cui collegare due ulteriori hard disk USB esterni.

Esistono ovviamente soluzioni che costano molto meno e comunque offrono una valida esperienza di utilizzo.

Un modello particolarmente interessante di NAS è senza dubbio WD My Cloud Network, la cui configurazione parte da 2Tb parte da meno di 140 Euro. Viene offerto anche in configurazione da 3Tb, 4Tb, 6Tb e 8Tb.

Con una gamma che parte da 140 Euro (circa) e arriva fino a 340 Euro (circa), il WD My Cloud è un'ottima soluzione di NAS per la casa.

 

Oppure soluzioni di NAS ad altà capacità comprensivi già dei dischi necessari che si spingono oltre la barriera degli 8 Tb.

Se lo spazio richiesto ad un NAS è davvero ampio (dovete magari garantire spazio a sufficienza per un gruppo di lavoro), WD offre una soluzione interessante con il My Cloud EX4100 da 16 TB.

NAS con dischi inclusi o NAS senza dischi?

Ho descritto precedentemente modelli dotati già di un hard disk interno e quindi pronti all’uso: chiaramente questa soluzione privilegia la semplicità di utilizzo e il fatto che siano dispositivi già pronti per l’utilizzo.Tutto questo può riflettersi sul prezzo finale di acquisto e sull’impossibilità di scegliere quale tipologia di hard disk includere internamente. Inoltre, modificando la configurazione, si perde il diritto alla garanzia avendone alterato i sigilli.

Si può acquisatre un NAS privo di dischi interni e aggiungerli dopo: è la soluzione migliore per avere la massima flessibilità di configurazione.

E’ anche possibile, però, acquistare un NAS privo di dischi interni: una soluzione ideale per scegliere direttamente quale modello di hard disk scegliere o, magari, di poter sfruttare hard disk che già hai. Tutto questo ti da’ una gran libertà di scelta e di configurazione e potrebbe essere una scelta saggia per il futuro, potendo intervenire liberamente sulla configurazione.

Synology offre una valida soluzione NAS con un solo alloggiamento, che garantisce prestazioni interessanti: peraltro il produttore (che è affermato anche in fasce di mercato più elevate), offre un firmware più che sofisticato e praticamente identico a quello impiegato su unità più costose.

Semplice ma efficiente: il NAS "base" di Sinology offre tutto quello che serve ad un prezzo davvero concorrenziale.

Optando per una soluzione “dual drive” o meglio ancora “multi drive” è possibile anche scegliere la tipologia di RAID da impiegare e come distribuire lo spazio.

Una buona soluzione "dual drive" priva di dischi rigidi interni è quella offerta da WD con la linea di prodotto My Cloud EX2: oltre a garantire tutte le funzionalità che ho descritto precedentemente in questo post, offre una stretta integrazione con molte soluzioni cloud, oltre che essere orientata come linea di prodotto (il nome lo suggerisce) alla condivisione su internet delle informazioni.

Privo di dischi interni, questo My Cloud EX2 Ultra è una perfetta scelta domestica che consente totale libertà di scelta sui dischi rigidi da impiegare.

Il My Cloud EX2 è anche disponibile anche in versione "multi drive" con ben 4 unità a disco. L'aspetto si fa più professionale e, non a caso, compaiono feature degne di prodotti di fascia alta: la possibilità di rimuovere agevolmente i dischi attraverso una slitta estraibile, und isplay luminoso LCD per visualizzare agevolmente le informazioni e una vasta gamma di configurazioni RAID possibili per privilegiare spazio o sicurezza, a seconda delle necessità.

In questo caso quali hard disk interni conviene utilizzare? Premesso che nella quasi totalità dei casi, un NAS domestico o di tipo “small office” utilizza hard disk da 3,5″ SATA2, ogni costruttore utilizza linee  di prodotto leggermente differenti per le unità destinate ad equipaggiare un disco NAS: spesso hanno un’affidabilità superiore alla media (maggiore MTBF) e prestazioni migliori soprattutto se acceduti contemporaneamente grazie ad un’abbondante iniezione di memoria cache, altrimenti non presente sugli hard disk tradizionali.

Una buona linea di unità a disco da 3,5" pensate specificatamente per un utilizzo all'interno di un NAS è sicuramente la "Red" di WD: si parte da un modello da 3 Tb, ma si può ottenere anche in versione da 4 Tb (anche più conveniente nel rapporto prezzo al Gb). Si può puntare in alto anche con la versione da 8 Tb, ma i costi cominciano a salire parecchio.

Se si vuole puntare in alto con lo spazio, Seagate offre il suo top di gamma: Ironwolf da ben 10 Tb, ma ovviamente si tratta di una scelta idonea a chi ha un budget molto consistente.

 

Come si connette un NAS alla rete

Una “scatola” NAS deve servire tanti PC e dispositivi mobili che si connettono sia tramite una rete Ethernet cablata sia una rete wi-fi. La connessione ideale rimane quella ethernet da 1 Gbps, anche se una connessione wi-fi 802.11ac può ormai eguagliare in termini prestazionali un collegamento cablato. In definitiva un dispositivo NAS va collegato direttamente al router wi-fi usando la porta Ethernet da 1 Gbps. Esistono anche dispositivi con collegamento wi-fi incorporato: sono più rari e spesso non sono del tutto consigliabili poiché risentono della rapida “obsolescenza” di questa tecnologia”. Le connessioni wireless sono un compito che deve essere delegato ad un buon router wifi che offra le prestazioni necessarie per servire tutta la rete.

Un cavo ethernet è ancora il modo migliore per collegare un NAS ad una rete domestica: preferibilmente direttamente al router.

CPU e RAM in un NAS: quanto contano?

Esattamente come un comune PC, un NAS è un dispositivo che dispone di una CPU e di RAM a sufficienza, sia per alimentare il sistema operativo a bordo (in genere una versione embedded di Linux o Unix) sia per garantire prestazioni sufficienti per tutte le funzionalità offerte.

Un modello con 512 Mb di RAM e un processore entry-level dual core è certamente sufficiente per un utilizzo domestico e familiare (tipicamente per servire da 5 a 10 dispositivi che raramente si connettono in contemporanea).

Se le esigenze sono invece quelle di garantire un flusso di lavoro adeguato per un gruppo di lavoro più consistente, è opportuno optareper  un modello equipaggiato con almeno 2Gb di RAM (più ce n’è meglio è) e con una CPU Quad Core.

Molti NAS sono equipaggiati con una CPU ARM o Intel Atom, pensate soprattutto per consumare poca energia, scaldare poco e offrire prestazioni adeguate, anche se non esaltanti. Se le esigenze sono più elevate, meglio per optare per modelli con CPU impiegate anche sui desktop e quindi nettamente più potenti, anche se meno efficienti dal punto di vista energetico.

La contropartita di un NAS dotato di una CPU potente è senza dubbio quella legata alla rumorosità della ventola: più è veloce il processore, maggiore calore genererà. Per un utilizzo domestico, quindi, non èque sto un valore che va trascurato: nelle caratteristiche tecniche va sempre considerato il numero di dB emessi dall’unità. Nel silenzio del salotto, magari guardando un film, un NAS rumoroso rovinerà tutto. In ogni caso, se si ha l’esigenza di sfruttare le funzionalità multimediali di streaming (come video HD 1080p o in 4K) del NAS, è opportuno optare per unità non eccessivamente sottodimensionate sotto questo aspetto.

Le CPU Arm Cortex sono spesso impiegate sui NAS come processore per la gestione: sono abbastanza potenti ed efficienti dal punto di vista energetico.

Se il fattore prestazioni, quindi, è cruciale (ad esempio per applicazioni intensive audio/video o per gruppi di lavoro più consistenti del solo nucleo familiare), esiste tutta una tipologia di prodotti (molto più costosi) pensati per un utilizzo semi-professionale.

Se si punta a prestazioni di rilievo, il Terramaster F2 è un'unità NAS di buona potenza, pensata soprattutto per un utilizzo domestico e multimediale, grazie alla CPU dual core e al buon corredo di RAM.

Viene offerto anche in versione a 4 alloggiamenti per ottenere spazio a volontà.

Anche Qnap (nome storico e affermato nel settore dei NAS), offre un'unità "multi drive" pensata soprattutto per un utilizzo (lussuoso) domestico e offre un NAS dotato di CPU potente, tanta RAM e anche un telecomando per controllare la riproduzione: non a caso offre ben due porte Hdmi che consentono di collegare direttamente l'unità ad una sorgente video.

Per chi pensa invece ad una soluzione ideale per un piccolo/medio gruppo di lavoro, la linea QNAP Turbo NAS (nella versione a 6 alloggiamenti) offre un impareggiabile rapporto qualità/prezzo e prestazioni ragguardevoli.

 

 

 

Software e configurazione di un NAS

Tutti i dispositivi NAS sono equipaggiati, ho già detto, con un sistema operativo che può essere molto diverso da quello che usiamo abitualmente sul PC. Insomma non aspettiamoci di trovare su un NAS Windows 10 o OSX, più facilmente ci sarà una versione ridotta e personalizzata di Linux. Tuttavia, molto difficilmente dovrai avere a che fare con questo OS: tutto nei NAS moderni si controlla attraverso un’interfaccia web che consente di personalizzare praticamente ogni aspetto della configurazione. Così il sistema operativo di un NAS finisce per diventare un elemento invisibile che si incarica solamente di garantire l’archiviazione corretta dei dati, il trasferimento dei file, consentire l’accesso a più utenti e mantenere in efficienza l’unità.

Il software di gestione di un dispositivo NAS deve anche semplificare al massimo la gestione della sicurezza oltre alle comuni esigenze amministrative. Quindi, oltreal  comune accesso gestito con nome utente e password, deve essere sempre possibile definire permessi per gruppi di utilizzo da attribuire alle varie cartelle: un esempio pratico potrebbe essere, anche a livello di condivisione con i propri familiari, di dividere la propria libreria dei film con i file di documento dedicati al lavoro. Tutto questo è spesso offerto attraverso l’interfaccia web dell’apparato ma è anche abbastanza comune che il tutto venga abbinato ad un software da installare sul PC o sul Mac per gestire le opzioni più avanzate: ad esempio l’aggiornamento del “firmware” (ovvero del software di gestione) spesso viene gestito proprio in questo modo. Altro elemento utile è la gestione dello spazio messo a disposizione, la possibilità di creare diverse partizioni, il nome da assegnare sulla rete e tanto altro ancora.

FreeNas è un software di gestion open source per creare un proprio sistema personale: di base, però, è del tutto simile a molti software proprietari di gestione di un NAS.

Accesso remoto e Personal Cloud in un NAS

Le credenziali di accesso al NAS possono essere utilizzate per accedere sia sulla rete locale sia attraverso Internet se il dispositivo ha funzioni di questo tipo. In genere il tutto viene integrato con una App specifica per Android e iOS fornita dal produttore che semplifica notevolmente la configurazione. In ogni caso, la visibilità su Internet di un NAS deve essere in molti casi anche autorizzata sul proprio router wi-fi (esposizione di porte e servizi sulla rete pubblica), che deve anche incaricarsi di gestire in modo dinamico un DNS per richiamare il dispositivo sulla rete (DNS dinamico).

Molti produttori hanno semplificato notevolmente questi passaggi, ma in molti casi è ancora necessario documentarsi e pensare ad una strategia di accesso remoto. Oltre all’esposizione diretta su Internet del dispositivo, esistono anche soluzioni più sicure e protette, come ad esempio l’utilizzo di una VPN per accedere ai file remotamente. E’ un punto, comunque, sul quale dovrai approfondire la tua conoscenza soprattutto del router che usi a casa o in ufficio.

La creazione di un sistema personale di Cloud ti consente, quindi, di accedere ovunque ai tuoi file, un po’ come già accade quando utilizzi sistemi “pubblici” di cloud come Onedrive o Dropbox, senza essere obbligati a sosttoscrivere piani mensili di pagamento del servizio. Inoltre ciò può essere utile per un gruppo di lavoro che può, in un certo qual modo, avere sempre tutti i file dell’ufficio sempre a disposizione.

La configurazione del router wi-fi per esporre il NAS su Internet rimane uno dei passaggi critici che l’utente deve affrontare: ci vuole pazienza e un po’ di documentazione, ma sarai ricompensato dalle comodità di un Personal Cloud.

Riproduzione di video e musica da un NAS

Come ho già descritto prima, un NAS è un dispositivo particolarmente utile per centralizzare la propria libreria di file musicali e video. A questo però devono sommarsi funzioni particolari per semplificare lo streaming su dispositivi che non hanno la potenza o i codec necessari per riprodurre la grande varietà di formati esistenti. In parte, come ho già detto precedentemente, questo problema è risolto dal protocollo DLNA, ma anche da Apple iTunes: alcuni NAS consentono, infatti, di condividere sulla rete un’intera libreria iTunes.

A questo si deve aggiungere anche la possibilità di visualizzare foto e video registrati attraverso slideshow o altri sistemi di fruizione di questo genere di contenuti.

Un buon NAS di ultima generazione spesso integra anche sistemi di terze parti per lo streaming diretto di file torrent, mettendo a disposizione applicazioni come Transmission o similari. Abbastanza comune aè nche l’integrazione con Plex, un sistema ben integrato di gestione di libreria audio/video che mette a disposizione un elegante sistema di navigazione ma che consente anche di effettuare un procedimento di “transcodifica”: in altre parole un file in formato video viene convertito in un altro formato più leggero e più “comprensibile” per il dispositivo che lo richiede. Un grande plus se si usano smartphone e tablet e per ridurre il consumo di dati se ci si connette da Internet.

 

La sicurezza in un NAS

Molti dispositivi NAS, soprattutto quelli di fascia medio-alta, supportano la crittografia dei file e offrono una moltitudine di controlli di sicurezza per proteggere il NAS da potenziali intrusioni. Questo comprende anche l’aspetto di sicurezza “fisica” del dispositivo che può mettere a disposizione sistemi di blocco delle cerniere e dei cassetti per impedire la rimozione dii dischi contenuti. A questo, poi, si aggiungono diversi sistemi di controllo degli accessi, spesso realizzati con sistemi software spesso impiegati anche nei moduli di “firewall” presenti sui router wi-fi di ultima generazione.

Per le organizzazioni un po’ più grandi, è frequente che il NAS supporti anche l’integrazione con Active Directory e altri sistemi di gestione dei modelli di autenticazione di rete per semplificare al massimo l’integrazione con i sistemi esistenti.