Si parla spesso ultimamente di dipendenza da gioco, del proliferare dell’offerta di modi diversi per sperperare capitali interi con il gioco d’azzardo sotto forma di sale gioco, gratta e vinci, slot machines nei bar e via dicendo.
Pochi considerano invece la richiesta continua di piccole somme di denaro da parte di giochi apparentemente gratuiti sui propri smartphone e tablet. Si tratta dei cosiddetti acquisti In App, piccoli upgrade per conquistare nuove vite o altri tipi di accessori per il proprio videogioco preferito. Ho, ad esempio, osservato il comportamento di un gioco famosissimo come Candy Crush Saga: per seguitare a giocare dopo aver finito le vite disponibili, si possono pagare 89 centesimi per proseguire oppure attendere diversi minuti per continuare la partita gratuitamente. Gli esempi sono praticamente infiniti ed estremamente diversificati. Si tratta sempre di piccole somme continue che unite a giochi che ti tengono incollato allo schermo possono rappresentare una forma nuova di dipendenza da gioco d’azzardo.
Anche in questo caso, come per le altre forme di gioco d’azzardo, vi è secondo me un vuoto legislativo che dovrebbe imporre un tetto a questo genere di spesa.