I conti economici di Microsoft sono in ordine, ma sempre più grazie alla diversificazione degli investimenti fatta negli anni scorsi. Vende bene la Xbox, il cloud ha successo, ma Windows e soprattutto la divisione mobile non riescono a generare profitti.Il futuro di Redmond non è mai stato tanto in bilico, in un momento in cui Apple gode indisturbata dei suoi successi e Samsung torna a correre nel settore degli smartphone.
Windows 10: un successo parziale 

L’uscita di Windows 10, ormai quasi un anno fa, è stato uno spartiacque per Microsoft: per la prima volta nella sua storia ha offerto alla totalità dei suoi utenti un aggiornamento completamente gratuito. Le ragioni sono note: con Windows 8 il sistema operativo aveva perso smalto ed era necessario, per essere competitivi, ridurre al minimo la frammentazione delle ormai numerose versioni di Windows in circolazione. L’accoglienza del pubblico è stata buona, ma non strepitosa, anche se indiscutibilmente la versione 10 di Windows è la migliore edizione mai rilasciata da Microsoft negli ultimi anni. Il mercato, in definitiva, non sembra particolarmente interessato alle nuove feature del sistema operativo, semmai chiede maggiore stabilità, velocità di esecuzione e sicurezza. Intendiamoci, Windows 10 offre tutto questo, ma non aggiunge poi moltissimo su questi aspetti rispetto a quello che già offriva Windows 7. Che di gran lunga rimane la versione di Windows più diffusa.


Il disastro della piattaforma mobile 

Dove Windows esce sconfitto duramente è senza dubbio nel segmento mobile, sfortunatamente quello più dinamico e di maggiore interesse per il mercato e i profitti. Lì la vittoria di Google è netta con Android e Apple sembra in grado di poter dormire sonni tranquilli con iOS anche per i prossimi anni.

Insomma, se usi Windows, lo usi sul PC, magari reinterpretato in chiave moderna come convertibile o Ultrabook, ma ti aspetti sempre e comunque un OS pensato per il lavoro o per utilizzarlo in modalità desktop. Anche perché tutti i giorni magari usi Android o iOS e non sei un granché interessato a duplicare ciò che già fai benissimo con il tuo smartphone.

Un discorso diverso va fatto indubbiamente per i tablet, dove l’esperimento Surface sembra essere riuscito. Ma chi usa Surface come un tablet? In pochi, tutti lo vedono come un PC ultraportatile, ma pur sempre un PC.

Insomma se veramente hai voglia di un tablet, iPad riesce ad essere ancora oggi la scelta più convincente.

Il futuro in cloud 

Date tutte queste premesse, Microsoft deve essere necessariamente trasversale a tutte le piattaforme e prendere atto che il mondo ha smesso di usare solo Windows. L’offerta cloud di Microsoft è convincente, ma i principali competitor, Google o Amazon, non stanno a guardare. E prima o poi anche Apple rivoluzionerà se stessa e si dirigerà con maggiore convinzione verso un universo di servizi cloud.

Microsoft riesce ad essere indispensabile per le aziende e anche per chi fornisce servizi in cloud grazie a prodotti come Windows Server (l’edizione 2016 è alle porte) e con i servizi on demand di Azure, ma non riesce a fare breccia nel mercato consumer. Non ha un motore di ricerca vincente. Non sfonda nel segmento dell’advertising, dove Google e Facebook predominano. Non ha neanche un Social Network in grado di attrarre masse importanti di utenti. Infine Skype rischia di soccombere di fronte al successo travolgente di WhatsApp.

Un futuro solo per le aziende 

Il destino di Microsoft sembra analogo a quello di IBM di alcuni anni fa. Tolta l’eccezione della piattaforma di gaming Xbox, il mercato consumer non è molto interessato all’offerta Microsoft. Dopo un breve periodo di crisi, Samsung ed Apple sono i role player indiscussi nel settore degli smartphone. L’utente medio compra un PC con Windows a bordo, ma spesso sogna un MacBook (che appena può acquista). Sceglie OneDrive perché offre anche Office, ma opterebbe volentieri per Dropbox se solo costasse un po’ meno. Microsoft non è cool per il consumatore medio. Lo è però per le aziende che non ne possono fare a meno e che seguitano a investire sulle tecnologie di Redmond capitali consistenti.

Il bivio quindi è all’orizzonte. Un’azienda sempre grande ma rivolta sempre più alle aziende e meno all’utente privato, esattamente come IBM.

Io intanto mi godo il mio iPad, con cui ho scritto questo articolo, senza sentire la mancanza del mio PC, che rimane chiuso in borsa.