Su Wired di Novembre ho trovato due interviste molto interessanti che parlano, in modo diverso, del futuro di Microsoft e della sua strategia di stare sul mercato.

La prima è stata fatta a Lorenzo Thione, a capo del progetto di bing.com e padre della tecnologia innovativa che si cela dietro a questo motore di ricerca, curata dalla sua newco Powerset Inc. a San Francisco. Al di là che sia diventato immensamente ricco, grazie ai 100 milioni di dollari che Microsoft ha versato per acquisire i diritti sul suo progetto (pensate Thione ha superato da poco i 30 anni), sostiene un fatto importante: Google, nei suoi 12 anni di vita, sul versante dei motori di ricerca è rimasta sostanzialmente ferma tecnologicamente, vivendo in un certo senso di rendita sulla buona idea di fondo avuta al momento dei suoi esordi. Invece il mercato si evolve, e il progetto di ricerca semantica, portato avanti da Thione, è decisamente sottopotenziale e può crescere enormemente di più.

I dettagli li trovate sull’articolo a pagina 54, dove è spiegato anche il funzionamento di Bing. Per vedere applicata questo tecnologia anche al motore di ricerca italiano (che funziona ancora, purtroppo, sul pessimo motore di Msn), dovremo aspettare Gennaio del prossimo anno.

Decisamente molto interessante anche l’intervista a Ray Ozzie, nuovo capo delle architetture software di Microsoft. Da Microsoft abbiamo sino ad oggi ascoltato solo dichiarazioni di entusiasmo incondizionato, convalidando l’idea di autoreferenzialità che anche i più entusiastici sostenitori del gigante di Redmond hanno dovuto ammettere. Ray, invece, ammette l’eclatante sconfitta delle strategie legate al sistema operativo Vista e ai software di recente generazione: troppo pesanti, poco attenti alle esigenze degli utenti, forse anche poco efficienti e divoratori di risorse.

La nuova strategia è stata inaugurata con Windows 7: attenzione per il mercato, velocità, efficienza e un deciso orientamento verso il cloud computing, ovvero quella embrionale piattaforma conosciuta oggi come Windows Live, che diventerà il centro della strategia di Microsoft nei prossimi anni. Alla rincorsa di Google? Forse, e anche in maniera tardiva. Tuttavia, la strada indicata nell’articolo (pagina 60), è convincente e dovrebbe far pensare ad un recupero di BigM su un mercato profondamente cambiato rispetto agni anni felici di predominio con Windows XP.

Se volete approfondire, visitare il sito di Wired Italia il prossimo mese, quando verrà pubblicata la rivista per intero sfogliabile online, oppure acquistatela in edicola: ne vale la pena.