Non c’è modo migliore di riportare a nuova vita un vecchio laptop o PC semplicemente acquistando un nuovo disco SSD. Con prezzi in continua discesa, non c’è mai stato un miglior momento per acquistarne uno di ultima generazione.

Ecco i migliori dischi SSD del 2017 che puoi acquistare, le tecnologie, le differenze di performance a fra uno standard e l’altro è tutto quello che devi sapere.

Perché scegliere un disco SSD

Una delle limitazioni maggiori dei dischi SSD in passato era quella di costare sensibilmente di più rispetto ad un hard disk meccanico tradizionale. La differenza di costo fra le due tecnologie, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, si è sensibilmente ridotta. Oggi come oggi, è possibile acquistare un disco SSD pagando circa il 20% in più rispetto ad un comune hard disk a parità di dimensioni. Il ruolo degli hard disk meccanici si è tendenzialmente ridotto a quello di unità per memorizzare grandi quantitativi di dati ad un costo leggermente inferiore.

dischi SSD
I dischi SSD sono scesi di prezzo e sono sempre più veloci: per aggiornare un PC o un Mac sono la migliore scelta possibile

Occorre infatti considerare, che soprattutto sui tagli di dimensioni maggiori, i dischi SSD conservano ancora un costo leggermente elevato. Se si devono archiviare più di 1TB di dati, il ricorso ad un hard disk meccanico è ancora indispensabile. È fuori discussione, invece, utilizzare un disco di boot che non sia un moderno SSD.

Il mercato dei dischi SSD si è quindi orientato a suddividere la propria gamma di prodotti sostanzialmente in tre fasce:

  • i dischi SSD entry level sono adatti alla sostituzione di un hard disk meccanico soprattutto sui laptop di vecchia generazione. Costano poco, hanno prestazioni soddisfacenti, pur non equivalenti a quelli delle fasce superiori, ma comunque vantano prestazioni superiori di un buon 50% rispetto ad un qualsiasi hard disk tradizionale di fascia elevata;
  • dischi SSD di fascia media, ideali praticamente per qualsiasi utilizzo, con un’eccellente rapporto prezzo-prestazioni, e con prestazioni oramai paragonabili a quelle dei dischi SSD di fascia superiore. Ciò che li differenzia rispetto alle soluzioni più costose, piuttosto, sembra essere l’affidabilità nel tempo. I dischi SSD di fascia superiore, infatti, garantiscono nel tempo una durata maggiore, grazie all’impiego di componenti di qualità superiore.
  • dischi SSD di fascia superiore: si tratta di soluzioni ancora costose, ma con un corredo di tecnologia in grado di garantire sempre il massimo delle prestazioni.

Grande sforzo da parte dei produttori è stato fatto anche sull’ottimizzazione del software di gestione, del firmware, delle memorie impiegate, in modo da poter sfruttare al massimo tutta la banda resa disponibile da questa tecnologia.

Occorre considerare che sia i dischi SSD di fascia entry level, sia i dischi SSD di fascia media, sono in grado di soddisfare le necessità medie di un utente, sono:

  • tempi di avvio del PC più rapidi
  • tempi di caricamento dei giochi più veloci
  • ciclo di vita più lungo
  • affidabilità maggiore rispetto ad un hard disk tradizionale
  • tempi di trasferimento dei file più rapidi

Nel complesso, quindi, le aspettative sono quelle di rendere immediatamente più veloce e responsivo qualsiasi laptop o PC desktop con poco sforzo. Beneficiando, poi, di sistemi operativi più moderni come Windows 10 o OSX, ci si accorgerà immediatamente del beneficio immediato di prestazioni semplicemente aprendo i programmi, effettuando una ricerca fra i file, o anche semplicemente trasferendo pochi file da una cartella all’altra. Ciò che migliora sensibilmente con un disco SSD è proprio l’utilizzabilità, che non è un parametro fatto solo di numeri e indici di performance, ma di sensazioni reali collegate all’utilizzo quotidiano.

I migliori dischi SSD del momento

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Dischi SSD da 2,5 pollici da 512Gb

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Dischi SSD da 2,5 pollici da 1Tb

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  • Fattore di forma 2.5 Pollici ottimo sia per computer portatili che fissi
  • Interfaccia SATA 6 Gb/s e retrocompatibile con SATA 3 Gbps e SATA 1.5 Gbps
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Dischi SSD mSATA

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  • Velocità di lettura sequenziale fino a 540 MB/sec e velocità di scrittura sequenziale fino a 520 MB/sec
  • Lettura casuale fino a 97000 IOPS e scrittura casuale fino a 88000 IOPS
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Che cosa occorre considerare quando si acquista un disco SSD?

Cosa c’è all’interno

Il primo valore da prendere in considerazione è la capacità, poiché questo valore determinerà quanto spazio avremo a disposizione. Questo è essenziale sui dischi SSD, molto di più rispetto ai dischi tradizionali, perché non solo riflette lo spazio effettivamente messo a disposizione dall’unità, ma occorre sempre considerare una quota di spazio disco da lasciare libero per migliorare le performance grazie alla funzionalità di overprovisioning.

L’offerta di dischi SSD con il migliore rapporto prezzo prestazioni oscilla fra le dimensioni di 120Gb, 250Gb e 512Gb, mentre le soluzioni basate su dischi da 1Tb e sono ancora relativamente costose. La classica combinazione di un disco di capacità più bassa basato sulla tecnologia SSD, per caricare il sistema operativo o i tuoi giochi, unito ad un disco tradizionale meccanico di più alta capacità per archiviare grandi quantità di dati come musica, foto e video e ancora la migliore opzione per molti utenti.

Occorre però considerare che i prezzi stanno calando notevolmente soprattutto nella fascia dei dischi SSD da 512 Gb che ormai sono abbastanza abbordabili per un pubblico sempre più grande. Basti pensare che con poco più di € 100 oggi è possibile acquistare un disco SSD della Crucial da 500Gb e aggiungendo una quarantina di euro, si può anche acquistare un disco SSD della stessa marca da oltre 700 GB.

L’unità disco SSD Crucial da 525Gb è adatta sia come disco di boot, sia come disk per memorizzare dati in aggiunta ad un’altra unità: è un ottimo affare, considerando il prezzo.

Devi anche tenere presente che la capacità dei dischi SSD indicata è solamente nominale, mentre la capacità effettiva che otterrai quando le avrai forma dati, per motivazioni legate al tipo di tecnologia, sarà ulteriormente ridotta (per effetto della sopra richiamata funzione di overprovisioning). Occorre, anche, lasciare dello spazio in più, come ho già accennato prima per non degradare eccessivamente le performance: uno spazio di circa il 10% va quindi riservato per migliorare le prestazioni e consentire al controller di lavorare al meglio. Un disco SSD riempito fino all’ultimo byte disponibile, quindi, lavora male e rallenta.

Un’altra considerazione relativa al disco SSD che intendiamo acquistare è anche il tasso di durata, che è utile indicatore che ci dice quanto a lungo il disco SSD durerà. Se lo stai acquistando per casa o per un PC dedicato al gaming, praticamente ogni disco SSD destinato al mercato consumer durerà a sufficienza per poter soddisfare chiunque.

Quando il tasso di durata è importante, occorre rivolgersi a prodotti della linea professionale: il Samsung SSD 850 PRO da 250Gb è un’ottima scelta.

Se invece il disco SSD che stai acquistando è destinato ad un PC che gestisce grandi quantitativi di dati che vengono ripetutamente scritti sull’hard disk a (qualcosa come il video editing oppure altre attività professionali), allora occorre prestare molta attenzione e andare alla ricerca di modelli che abbiano una certificazione di durata maggiore nel tempo. Infatti, i dischi SSD sono certificati per un certo numero di scritture, superate le quali il disco si convertirà in una unità di sola lettura.

Tale valore generalmente supera diverse centinaia di terabyte, equivalenti ad un utilizzo medio di diversi anni dell’unità. Ma se ricorrono le condizioni che ho ricordato prima, questo valore potrebbe consumarsi troppo rapidamente. Meglio quindi ricorrere alle unità professionali, come quelle offerte da Samsung con la gamma EVO però.

Un’altra caratteristica interessante e da non sottovalutare dei dischi SSD di ultima generazione è invece correlata al mondo del lavoro: quasi tutti offrono attraverso il firmware di gestione utili funzioni di cifratura dei dati e di protezione avanzata degli errori. Questo garantisce una notevole sicurezza e una eccellente protezione dagli errori che può aiutare a proteggere dati vitali e quindi dare la garanzia di durare più a lungo rispetto ad un tradizionale hard disk meccanico.

È chiaro che la funzione di cifratura è disponibile ad esempio ricorrendo alle funzioni garantite dal sistema operativo, come Bitlocker di Windows. Tuttavia una soluzione hardware si dimostra spesso e volentieri come la migliore strategia di protezione dei dati, poiché è nettamente più difficile da decifrare se non si è in possesso della chiave di cifratura impostata inizialmente.

Il form factor dei dischi SSD

Numerosi altri fattori esterni possono, inoltre, influenzare la scelta di un disco SSD. Il form factor è un elemento che necessita particolare attenzione: la grande maggioranza dei dischi sono forniti nel formato 2,5 pollici di tipo SATA e molti adesso vengono anche offerti con il formato più sottile da 7 mm rispetto ai tradizionali dischi meccanici che hanno invece un spessore di 9.5 mm.

7mm-9mm
7mm a confronto con un’unità da 9,5mm: bastano meno di 2mm per cambiare radicalmente la possibilità di installare un’unità SSD su di un laptop o convertibile di ultima generazione. Il form factor è, quindi, uno dei parametri da tenere in maggiore considerazione.

Questo non farà la differenza su molti pc desktop, ma potrebbe complicare l’installazione del disco sui laptop che non prevedano espressamente queste dimensioni. Bisognerà quindi ricorrere ad adattatori o slitte, che assottigliano la differenza rispetto ad un hard disk tradizionale.

Esistono anche altri form factor dedicati specificatamente talmente ai laptop di ultima generazione, come dischi SSD mSATA, i dischi SSD M.2 che sono molto piccoli e pensati per essere alloggiati in spazi molto ridotti. La lunghezza di un disco M2, in particolare, può variare da produttore a produttore così dovrai prima verificare che tipo di drive a è supportato sul tuo laptop e di quanto spazio a disposizione ai all’interno di esso.

sata m2 lunghezza
La lunghezza di un disco SSD M.2 è importante: a seconda del tipo di alloggiamento previsto sul computer che dobbiamo aggiornare, occorre identificare la lunghezza esatta dell’unità da acquistare.

Tieni presente che molto probabilmente avrai bisogno di una serie di adattatori che trasformino un disco M.2 in MSATA oppure di adattatori da SATA a USB per poter poi copiare i tuoi file dal disco che hai installato internamente a un altro disco di forma e tecnologia differente. Il processo di migrazione dei file, spesso viene realizzato proprio collegando il disco ad una unità esterna USB.

M2-to-USB
Un adattatore da M.2 a USB è essenziale per trasferire i dati da una vecchia unità ad una nuova.

Un’ulteriore opzione dedicata ai PC desktop è quella dei dischi standard PCI-e che sfruttano uno slot di espansione all’interno del PC. In ogni caso, questa tecnologia è stata largamente superata soprattutto adottando i drive SSD M.2 di ultima generazione che possono comunicare proprio utilizzando il basse PCI-e. Essi sfruttano il posto dedicato allo slot M.2 sfruttando in ogni caso il basti comunicazioni PCI-e, piuttosto che lo standard SATA, che ormai è nettamente più lento rispetto al primo.

Considera anche che tipo di PC o laptop stai utilizzando con il nuovo drive. Verifica di avere abbastanza spazio all’interno del case del PC per il nuovo disco SSD e accertati che la motherboard abbia una porta SATA3 disponibile. Ricorrere alla vecchia porta SATA2 potrebbe significare avere un collo di bottiglia che finirà per rallentare tutto il PC.

Presta particolare attenzione a quello che viene offerto nella confezione di vendita anche. Alcuni dischi SSD non vengono forniti con nessun software aggiuntivo, nessuna possibilità di beneficiare di adattatori, viti aggiuntive o kit di adattamento quando devono essere installati sui bay di espansione di un PC più grande.

kit-disco-ssd
Il kit di viti, adattatori, cavi di connessione e altro ancora incide spesso sul prezzo di un disco SSD, ma risolve tanti problemi pratici: valuta sempre se acquistare l’unità e basta o un kit completo di tutti questi accessori.

Una volta installato il disco SSD, controlla immediatamente quale firmware è installato quali aggiornamenti sono disponibili, poiché possono correggere bug importanti e migliorare in modo significativo le performance e l’affidabilità. In ogni caso, tutte questi aggiornamenti possono portare ad un rischio di perdita dei dati se non hai effettuato un backup precedentemente.

Le prestazioni di un disco SSD

Il vantaggio chiave di un disco SSD è ovviamente relativo al miglioramento sensibile delle performance ed è ancora più acutamente percepito quando si tratta di tempo di accesso dei file: un disco SSD, infatti, vanta una latenza praticamente nulla, rispetto ad un hard disk meccanico che richiede un continuo spostamento delle testine da una parte all’altra del piatto, per poter accedere a dati non contigui. Occorre infatti ricordare che su un disco SSD non c’è un movimento fisico delle testine, ma semplicemente un accesso diretto a chip differenti di memoria collegati all’interno del disco. Giusto per fare un esempio a livello numerico, mentre un hard disk tradizionale avrà un tempo di accesso di circa 15 ms, un disco SSD richiederà appena un tempo di 0.1ms.

Il vantaggio si riflette sui tempi di lettura soprattutto dei file più piccoli, e si riflette anche sui tempi di scrittura, che rendono il disco SSD tendenzialmente sempre più veloce. Mentre un disco rigido tradizionale combatterà per raggiungere una velocità di trasferimento di almeno 1 MB/s sulla lettura random dei file, tipicamente un disco SSD batterà rapidamente un tempo di 20 MB/s.

Che tu sia caricando un grosso file di Photoshop o caricando una nuova sezione di un gioco, è quella latenza così bassa di un disco SSD che da quell’incremento così sensibile di prestazioni legato alla velocità di accesso dei dati, il che rende questo tipo di dischi un grande upgrade per il tuo PC.

All’opposto, quando si tratta di muovere grandi quantitativi di data-lettura sequenziale e scrittura-il disco SSD ancora un vantaggio ma non è così grande. Un hard disk meccanico tipico può spingersi fino a 125 MB/s in lettura e scrittura mentre un disco SSD decente si potrà spingere al massimo fino a 500 MB/s in lettura e scrittura.

Infatti, uno delle aree che separa realmente gli hard disk SSD velocissimi da quelli meno performanti è proprio la scrittura dei dati sequenziale, che con i dischi SSD più economici può essere solo pari a circa 200 Mb/s. Invece con i dischi SSD più veloci con tecnologia PCI-e e PCI-e M2 si possono sfiorare anche i 1500 MB/s in lettura e scrittura.

La tecnologia degli SSD spiegata

I dischi SSD sono composti da piccoli chip di memoria chiamati NAND. Sono molto simili ai chip in silicone utilizzati per costruire le RAM, anche se i chip utilizzati nei dischi SSD possono memorizzare i dati anche quando il PC viene spento, una differenza cruciale fra i dischi SSD e le memorie di tipo volatile.

nand
Un disco SSD non è altro che una sequenza di chip di memoria NAND su un wafer di silicio… tutto qui

I dischi sono fatti di numerosi di questi chip NAND messi in sequenza. Negli ultimi anni, le compagnie che producono SSD hanno sperimentato con precisioni che tipo di memorie impiegare, spesso impiegando tecnologie proprietarie. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è fatto strada uno standard praticamente universale chiamato di chip multilevel cell, altrimenti conosciuti anche come MLC.

Questa tipologia di memorie a numerosi vantaggi rispetto alla precedente tecnologia impiegata negli hard disk SSD di qualche anno fa, basati su chip single-level cell, altrimenti conosciuti come SLC, anche se entrambi i tipi di memoria hanno però e contro.

I chip MLC sono molto più economici rispetto ai chip SLC, ma la loro costituzione molto più densa comporta un tempo di vita molto più basso rispetto ai chip SLC e, inoltre, i tempi di scrittura possono essere peggiori.

Da qualsiasi punto di vista tu possa considerarli, c’è sempre un compromesso e le aziende che stanno spingendo per far affermare i chip MLC stanno lavorando molto per ridurre gli effetti collaterali e i punti più deboli di questa tecnologia. I dischi SSD di ultima generazione usano una tecnica denominata wear levelling per assicurare che il deterioramento dei chip avvenga alla stessa velocità: questo fa sì che non ci siano rotture improvvise di un chip rispetto agli altri, il cui integrato comporta la rottura di tutta quella porzione di memoria.

Nei moderni dischi SSD vengono previste aree ridondanti in maniera tale che i dischi SSD possano impiegarle per sostituire eventuali celle che si siano nel frattempo guastate.

Questa funzione di prevenzione dai guasti futuri è gestita dal controller, che è un’altra funzione cruciale di tutti i dischi SSD. Questi piccoli chip gestiscono il flusso dei dati in entrata e in uscita, ma gestiscono anche al tempo stesso la consistenza e l’integrità di essi. Inoltre, un chip di alta qualità controlla che tutto avvenga in maniera da non degradare la velocità e l’affidabilità di un disco SSD.

I controlli fatti dal controller sono quindi essenziali. Il controller quindi è uno degli aspetti che tipicamente costituisce il vantaggio competitivo di un produttore di dischi SSD rispetto all’altro. Intel, per esempio, da tempo sviluppa notevolmente questa tecnologia e i chip che alimentano i controller di ultima generazione. Altri produttori invece si rivolgono a case di grande esperienza come Marvel e Phison. A prescindere dal produttore, i controller sono spesso dotati di una cache RAM in tecnologia DDR, tipicamente non meno di 512 MB.

Conclusioni

La tecnologia dei dischi SSD è senza dubbio più complessa rispetto a quella degli hard disk tradizionali, ma è quella con cui ti dovrai confrontare nei prossimi anni. Certamente la vita dei tradizionali dischi meccanici è ormai giunta al termini e non passerà ancora molto prima che i dischi SSD costino esattamente come un disco di vecchia tecnologia o, ancora più probabile, anche meno.

Nel frattempo, un budget di un utente medio può già essere più che sufficiente per dotare il proprio computer di un’efficiente unità a disco di boot, sufficientemente veloce per avviare rapidamente il sistema operativo e abbastanza rapida per migliorare nettamente l’esperienza d’uso quotidiana delle applicazioni più impegnative.